Russo è Tatanka nel film e nella vita: ma l'attore è diverso dal pugile

L'azzurro è protagonista di «Tatanka»: storia di pugni in tasca fino al ko personale alla camorra. Ma il personaggio è diverso dall'atleta sul ring, che il 27 maggio cercherà di ottenere in Cina il pass per i Giochi 2012.

Spesso la boxe ne esce ridicolizzata. Poi ci sono stati i film che hanno fatto storia quanto i grandi match. Stavolta «Tatanka» ci racconta una storia di vita, la boxe è un guscio, la camorra una grande padrona, il racconto fra Napoli e Marcianise la parte più inquietante, struggente, cruda, realistica. «Tatanka» è il film in uscita, interpretato da Clemente Russo, pirotecnico campione fra i dilettanti, campione del mondo in maglietta, medagliato ai Giochi di Pechino, in attesa di conquista del pass per giocarsi a Londra 2012 la sua ultima Olimpiade. Poi il professionismo o chissà, magari anche una vita da attore. Questo Russo è totalmente diverso da quello sul ring o nella vita: il pugile è frizzante, pirotecnico, chiassoso. Dice lui: «Spumeggiante». Quello nel film è cupo, triste, un po' tetro, ma ha una unicità espressiva che sono la sua forza, tutto quanto lo rende credibile. Sembra sia così, non che interpreti. «É l'espressione del pugile pochi attimi prima che cominci ogni match, serio, attento, concentrato, pensieroso. Abbiamo capito che quella è l'espressione, magnetica, che colpisce», ha raccontato Giuseppe Gagliardi, il regista.
«Tatanka» può essere definita una storia di pugni in tasca che, per una volta, tirano il colpo da ko alla camorra. Tratto da un racconto di Roberto Saviano, per la prima volta, forse, va a raccontare la boxe attraverso un nuovo intreccio, quello appunto con la camorra napoletana. Abbiamo visto di tutto e di più sui rapporti tra boxe e mafia, americana, sudamericana. Questo mancava italiana. Marcianise, la famosa palestra Excelsior che sforna ed ha sfornato ottimi pugili, il vero filone d'oro dei pugni italiani da almeno venti anni, fanno da sfondo. Si intuisce la figura altrettanto famosa del maestro Brillantino.
La storia d'amicizia di due ragazzi, uno che si decide a combattere solo con i pugni, l'altro con la pistola, sono il leit motiv. Belle ragazze, fra cui una pugilessa niente male, sia sul ring sia sotto la doccia, sono il quadro d'alleggerimento. L'avventura pugilistica in Germania negli anfratti della boxe clandestina, il racconto più scontato, meno sostanzioso. Nel film Tatanka-Russo ha vinto tanti match, ora sarà bene al ring vero: il 27 maggio combatterà in Cina contro Magamedrasul Medzhidov dell'Azerbijan. Il vincitore avrà un pass diretto per le Olimpiadi. Se Russo sarà come il suo Tatanka da film, c'è da ben sperare.