Rustico

Suo padre, Bonoso, era vescovo, e anche un suo zio materno, Arator, lo era. Rustico nacque nel meridione della Gallia, forse dalle parti di Marsiglia, sul finire del secolo IV. Fu mandato a studiare a Roma e, al ritorno, manifestò l’intenzione di entrare in eremitaggio. Abbiamo una lettera di s. Girolamo (probabilmente conosciuto a Roma) a lui indirizzata e contenente consigli spirituali, oltreché pratici, sul tipo di vita che andava a intraprendere. Verso il 427 sulle spalle di Rustico piombò la carica di vescovo di Narbona, una diocesi particolarmente disastrata per via delle invasioni dei Goti, del diffondersi dell’eresia ariana e, per soprammercato, delle reciproche avversioni campanilistiche dei cristiani in base ai feudi di appartenenza. Rustico cercò di tamponare le falle e di risolvere i vari problemi, ma la crisi era così profonda che nemmeno un sinodo da lui indetto nel 458 riuscì a venirne a capo. Scoraggiato e avvilito, il santo vescovo si risolse di scrivere al papa s. Leone Magno per fargli presente la situazione e permettergli di rassegnare le dimissioni. Ma il papa le respinse, sempre per lettera, e aggiunse una serie di consigli pratici di comportamento pastorale. Rianimato, Rustico si rimboccò ancora le maniche e in effetti in qualche anno le cose migliorarono. Anzi, poté edificare una nuova e più ampia cattedrale (quella vecchia era stata distrutta da un incendio). Una decina d’anni dopo fece erigere, fuori dalle mura, una basilica dedicata al martire Felice di Gerona. Dopo aver partecipato al sinodo di Arles che condannava l’eresia monofisita, morì verso il 461. www.rinocammilleri.it