Rutelli: «Con Casini non abbiamo parlato di legge elettorale»

Il Professore furioso fa intervenire il portavoce: non si tocca il sistema di voto a fine legislatura

da Roma

Par che Francesco Rutelli sia venuto apposta a Montecitorio, ier mattina, a far struscio ostentato in Transatlantico. Per dire e non dire, quasi «costretto» a rispondere ai giornalisti, smentire senza il crisma della nota ufficiale, negare a metà sperando di far digerire il tutto. Di certo la notizia comparsa su alcuni quotidiani era ghiotta, parlava di un «incontro riservato» con il presidente della Camera. Tema del colloquio, la riforma elettorale in senso proporzionale, che piacerebbe molto a Pierferdinando Casini e non dispiacerebbe affatto alla componente popolare del partito di Rutelli. Insomma, un terreno minato.
Tant’è che Rutelli ammette l’abboccamento ma smentisce il tema. E alla domanda perché non ha reso noto l’incontro, come avvenuto invece una settimana prima per l’appuntamento col presidente del Senato, risponde così: «I leader politici si incontrano e si confrontano con le cariche istituzionali. Parlo spesso e con piacere con l'amico Casini nella sua qualità di presidente della Camera e proprio per questo non ho parlato con lui di riforma elettorale. Sarebbe sommamente improprio». Però è un tema che sta surriscaldando l’estate, o no? «Mi sembra piuttosto che l’argomento stia svanendo. Quelli della Cdl che vogliono la riforma si impegnano perché temono di essere trombati. Quelli che si dicono sfavorevoli, lo fanno perché si illudono di essere riconfermati. Non vedo molta materia per un accordo nel centrodestra. Comunque, il centrosinistra non darà sponde a iniziative tanto sconclusionate» è la risposta tranquillizzatrice di Rutelli.
Non si è però tranquillizzato Romano Prodi, se ha mandato lestamente il portavoce Ricky Levi ad avvertire: «Non si cambiano le leggi elettorali alla fine di una legislatura».