Ma Rutelli frena: «Sbagliato sfruttare il voto»

Il vicepremier: «Non possiamo dire che gli italiani sono bravi solo quando fa comodo»

da Roma

«Non si può dire agli italiani che sono bravi quando votano no al referendum sulla riforma della Costituzione e non dirglielo quando bocciano i quesiti sulla fecondazione assistita: noi dobbiamo cogliere sempre il messaggio di saggezza che viene dal popolo italiano». Il vicepremier e leader della Margherita, Francesco Rutelli, il giorno dopo l’esito della consultazione sulle riforme, è tornato a rivendicare la sua posizione sul referendum di un anno fa sulla procreazione assistita, che divise al suo interno il centrosinistra. E a mandare uno strale polemico agli alleati della Quercia, che quel referendum sulla legge 40 (votata in Parlamento dalla Margherita, insieme alla Cdl) promossero e sostennero.
«Il messaggio che è giunto ieri dalle urne - ha detto Rutelli durante il suo intervento alla assemblea di Confcooperative a Roma - è un chiaro messaggio di stabilità, di saggezza e di equilibrio da parte del popolo italiano. Noi questa coerenza di scelte degli italiani - ha aggiunto - possiamo rintracciarla non solo nel lungo ciclo di elezioni che abbiamo alle spalle e che hanno portato gli elettori a scegliere amministrazioni di centrosinistra, ma dobbiamo anche tenere conto di un sentimento comune che può farsi risalire alle ultime tre consultazioni referendarie».
Quanto alle riforme della Costituzione, l’Unione non presenterà «un unico enorme pacchetto di riforme», ma intende procedere, «in modo concordato con l’opposizione», ad «interventi mirati», in particolare sul Titolo V, visto che «il risultato del referendum non va letto in senso conservatore: l’Italia che ha detto no non è l’Italia di 60 anni fa», sottolinea Rutelli. Secondo il quale il popolo italiano «ha detto con chiarezza che non si butta via la Costituzione, ma ci ha invitato a modernizzare alcuni punti della seconda parte. Lo faremo, e lo faremo solo con la minoranza senza più agire a colpi di maggioranza». Senza però ipotizzare nuovo commissioni bicamerali: Rutelli ha risposto scuotendo la testa a chi gli chiedeva se verrà riproposta quell’esperienza. «Noi siamo pronti - ha proseguito il referendum - a mettere mano a una serie di aspetti, a partire del Titolo V, e cioè semplificazione, snellimento, superamento del conflitto di competenze fra Regioni e Stato, sulla base delle esperienze di questi anni. È un’impostazione cui si può dar corso rapidamente.