Rutelli ha evitato la trappola del Migliore

Alle elezioni del 2 giugno 1946 il Partito Socialista Italiano ebbe 4.758.000, divenendo così la seconda forza politica dopo la Dc, mentre il Partito Comunista Italiano si attestò su 4.300.000 suffragi. Il risultato non piaceva a Togliatti, teso a ridimensionare i socialisti a proprio vantaggio.
La scaltrezza del Migliore si manifestò in tutta la sua doppiezza il successivo 18 aprile 1948 con l'invenzione del Fronte Popolare, nel quale socialisti e comunisti, uniti sotto il simbolo di Garibaldi, si impegnarono a far confluire i voti su candidati comuni scelti caso per caso nelle varie circoscrizioni. I socialisti caddero nella trappola e si attennero ai patti, i quali, superfluo a dirsi, furono invece totalmente ignorati dai comunisti.
La strategia togliattiana diede i suoi frutti: il Pci ebbe ben 126 deputati, mentre il Psi con 53 eletti fu relegato in una umiliante posizione subalterna. Amaro fu il commento di Pertini: i comunisti hanno dato prova del loro settarismo.
Certamente, questo episodio deve aver consigliato Rutelli a non fidarsi dei diessini (sempre figli di Togliatti) e della lista unica, la cui pericolosità non sfiora neppure l'anticamera del cervello dello spensierato Bordon.

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