Rutelli per non mangiare cicoria controllerà i servizi segreti

Alla fine Francesco Rutelli l’ha spuntata su tutta la linea: non solo sarà lui il capo del Comitato parlamentare di controllo dei servizi segreti, ma il suo antagonista Arturo Parisi non ne sarà neppure membro. Come pure aveva chiesto dopo aver appreso ieri mattina di essere fuori gioco per la presidenza, nonostante gli appoggi autorevoli: da Ignazio La Russa a Gianni Letta, da Marco Minniti alla ministra ombra Roberta Pinotti. Fino a Silvio Berlusconi, che si è complimentato con lui per l’«ottimo lavoro» svolto. Era stato Veltroni, dopo il 13 aprile, a proporre all’ex ministro della Difesa la guida del comitato, che spetta al Pd. Parisi si era detto interessato, e la competenza era fuori discussione. Poi però c’è stata la sconfitta di Roma. E Rutelli ha preteso da Veltroni un risarcimento: dal Copasi, vuol diventare il capofila del Pd sul tema sicurezza. Proprio quello su cui (per colpa di Veltroni, pensa) ha inciampato sulla via del Campidoglio.