Rutelli promette i soldi (che non ha)

È arrivato anche Francesco Rutelli alle prove dell’Aida, l’opera di Giuseppe Verdi che il 7 dicembre inaugurerà la stagione della Scala. Il regista Franco Zeffirelli sul proscenio, il ministro dei Beni Culturali seduto in seconda fila accanto al sovrintendente, Stephane Lissner. Sipario aperto sulla scena principale del primo atto, la facciata del palazzo del faraone, con Radames che intona la famosa aria «Celeste Aida». Il ministro non ha lesinato gli apprezzamenti: «L’Aida del 7 dicembre è un'occasione molto bella per dare a Zeffirelli il riconoscimento di un giubileo della sua carriera che qui ha avuto i suoi inizi più brillanti».
Rutelli ne ha approfittato per parlare del futuro della Scala, a partire dal consiglio d’amministrazione del 30 novembre in cui sarà formalizzato il nono rappresentante nel cda del Piermarini, quello scelto dal governo. «Deciderò entro la fine del mese» ha detto il ministro, che si è lanciato in promesse non facilissime da mantenere. «La Scala ha avuto negli anni tagli drammatici nel trasferimento delle risorse, noi li ricostruiremo gradualmente, già a partire da quest’anno, a partire dal Fus» ha detto il ministro, anche se in questo clima di tagli e tasse non è immediato capire in che modo ciò sarà possibile. «È giusto - ha aggiunto - che lo Stato finanzi tutti coloro che ne hanno titolo. Però, assegnando una preferenza, ed è il caso della Scala, a quanti danno lustro al nostro Paese a livello internazionale».
Rutelli ha anche promesso di voler promuovere all’estero la mostra «Celeste Aida», la prima delle celebrazioni indette da qui al 2008 in occasione del bicentenario della fondazione di Casa Ricordi. «La Scala si promuove da sola - ha detto - perché anzi è richiesta in ogni parte del mondo. Ma tutto il mio lavoro, negli Stati Uniti tra pochi giorni, poi in vari Paesi, in Cina e in Giappone, per la mia responsabilità attuale, la Scala sa di poter contare oggi su un ministro come su un suo incaricato amichevole». Tra le chicche della mostra la partitura originale di Aida, con le annotazioni autografe di Verdi, mai esposta prima d'ora. Accanto all’antico, il moderno, una copia dell’originale interattiva che si anima quando viene sfiorata e gira pagina da sé. Mentre il pentagramma si ingrandisce, scorrono le note e si possono ascoltare le più belle arie dell’opera.