Rutelli: «Romeo ci finanziò e non fu l’unico»

«Romeo l’ho certamente incontrato e l’ho conosciuto come uno dei più grandi imprenditori a livello nazionale nel settore immobiliare. Ero sindaco all’epoca in cui la sua impresa si aggiudicò l’appalto per la gestione del patrimonio immobiliare del Comune di Roma. Con lui non ho una particolare confidenza, né ho avuto colloqui connessi ai suoi interessi (...). I rapporti con Lusetti sono cordialissimi, e penso che sia una persona onesta».
CONFIDENZE FUORI VERBALE
«Per i rapporti tra Romeo e Lusetti dovrei poter parlare “fuori verbale”. Renzo è una persona molto esuberante, fa parte della mia area politica, non posso dire che abbia rapporti approfonditi con Romeo (...). Quando dico che è molto esuberante intendo dire che da classico uomo di partito, andando magari al di là a volte di ciò che è la realtà, è portato a riferire cose che in alcune occasioni sono ancora molto aleatorie (...). Ho conosciuto il defunto assessore Nugnes, sono stato addolorato nell’apprendere il drammatico gesto ed anche meravigliato. Ho letto dall’ordinanza che Romeo avrebbe sponsorizzato con me il Nugnes. Lo escludo categoricamente, non ho mai avuto occasione di dare alcun supporto alle sue eventuali aspirazioni politiche. Nelle primarie in Campania, ad esempio, del Pd ho sostenuto De Franciscis».
«SOLDI PER LE ELEZIONI? PUÒ ESSERE»
«Non so se Romeo sia iscritto al partito. Non escludo, anzi ritengo che possa essere verosimile, che Romeo possa aver finanziato il partito. Ma voglio chiarire che non è l’unico imprenditore o comune cittadino che abbia contribuito finanziariamente alle campagne elettorali (...). Chiarisco che non ho mai interferito o messo parola su qualsiasi atto deliberativo del Comune di Napoli».
IL MAGISTRATO, IL GRANDE CAPO, BARBARA
«Conosco Paolo Troiano che aveva l’ufficio sul mio stesso piano come funzionario della presidenza del Consiglio all’epoca in cui ricoprivo la carica di vicepresidente del Consiglio. Da lui non ho mai avuto rapporti di collaborazione, escludo che possa averli avuto Lusetti a mio nome (...). Non mi riconosco nel Grande Capo di cui si parla. Non ho mai avuto incontri operativi con Paolo Troiano, mi sono incontrato garbatamente lungo i corridoi e mi sono limitato a un saluto. Le intercettazioni che ascolto assomigliano a delle gigantesche millanterie. Certamente con Lusetti non ho fatto riunioni operative né ho interferito sugli affari di Romeo (...). Non sapevo nemmeno che Romeo avesse un albergo nelle adiacenze del porto. Mia moglie non ha mai avuto un ruolo in questo evento. Posso solo dire che la conversazione di Lusetti mi sembra molto confusa, non posso negare che stiano parlando di me, ma razionalmente mi sembra assurda. Il resto delle telefonate mi sembra un grande pazzeggio (...). Prendo poi atto che Romeo assume di aver ricevuto un invito da me personalmente. Era l’epoca del congresso nazionale della Margherita. Escludo di aver formulato personalmente l’invito a Romeo poiché si trattava di inviti standardizzati. Fino ad oggi non avevo motivo di dubitare di Romeo le cui imprese si sono aggiudicate appalti in tutta Italia. Mi sembra che le conversazioni siano piuttosto un modo per accreditare con gli interlocutori una confidenza arbitraria, ma nulla più».