Rutelli: «Sarò il sindaco dei nomadi»

«Sarò anche il sindaco dei rom e sono pronto ad aprire il confronto con loro, positivamente». Così il candidato del centrosinistra a sindaco di Roma Francesco Rutelli in un’intervista rilasciata a Radio Popolare Roma. «Se noi guardiamo - ha aggiunto Rutelli - la struttura di questa città non possiamo immaginare che i campi nomadi restino come sono adesso. Per questo è giusto collaborare».
Se il vicepremier di Prodi sceglie di addentrarsi su un terreno scivoloso come quello dei campi nomadi con il rischio, per giunta, di avanzare proposte impopolari, vuol dire che percepisce ormai una crescente difficoltà per la sua candidatura e per le proposte del Pd. Non potendo più di tanto criticare le cose non fatte a Roma dal suo candidato premier Walter Veltroni, Rutelli non esita a lanciare annunci che possono avere un riscontro positivo solo dalla sinistra più estremista. D’altronde, a giudicare da quello che fece per i nomadi quand’era sindaco, non è difficile immaginare cosa si nasconda dietro l’affermazione che i campi rom non possono rimanere così come sono ora. E comunque, a prescindere da quali siano davvero le sue reali intenzioni sulla questione, c’è da dire che se i campi nomadi oggi sono così, è perché c’è una responsabilità diretta delle giunte da lui stesso presiedute e dalle altre giunte presiedute dal suo amico Veltroni.
Le critiche, comunque, non sono mancate. «L’intervista a Radio Popolare mostra il vero volto di Rutelli: trasformista e opportunista. Il candidato sindaco del Pd - afferma il consigliere comunale uscente Federico Guidi, ora candidato nel Pdl - va in una storica radio della sinistra e dice che sarà il sindaco dei rom». Lo afferma il consigliere comunale uscente e ricandidato con il Pdl, Federico Guidi. «Dopo aver assunto la maschera di uomo della legalità, ora Rutelli cambia maschera per pagare la cambiale alla Sinistra arcobaleno che non a caso plaude alle sue parole. Rutelli e la sinistra - prosegue Guidi - dichiarano di voler continuare a tollerare situazioni di illegalità che rendono impossibile la vita ai romani e che notoriamente hanno il loro epicentro proprio nei campi nomadi. A quanto pare, Rutelli - dice l’esponente del Pdl - non ha capito che il dialogo non serve a nulla se non è accompagnate dal rispetto delle regole della convivenza civile».
Ancora più pesanti le critiche di Fabio Sabbatani Schiuma: «Noi al sindaco dei rom preferiamo il sindaco dei romani, per questo chiediamo di votare Francesco Storace». Secondo Schiuma, «ci si ostina a parlare di integrazione dei rom e a battere il tasto della scolarizzazione, che, com’è ampiamente dimostrato, non funziona. Prima vengono i romani, con i loro diritti per quel che riguarda innanzitutto scuola e casa, poi tutti gli altri».