Rutelli usa i verbi

Riportiamo, qui di seguito, i titoli (con gli orari) di una serie di dispacci mandati in rete dall’agenzia di stampa Ansa l’altro ieri: «Ici, per la prima volta i romani pagheranno meno», ore 17.29; «Sgombereremo il campo nomadi Casilino 900», ore 18.14; «Faremo la raccolta differenziata porta a porta», ore 18.34; «Costruiremo diecimila case popolari», ore 18.41; «Aumenteremo di 8mila posti gli asili nido», ore 18.46; «Saremo attenti a cura e pulizia città», ore 18.53; «Fiumicino sarà hub dell’Alitalia», ore 19.52.
In tutti i titoli a raffica manca il nome del «dichiaratore». Chi sarà mai? Un giovane che per la prima volta si affaccia alla politica e vuole fare il sindaco? Oppure un alieno giunto da qualche galassia lontana migliaia di anni luce dalla terra e atterrato per sbaglio sul Campidoglio? Niente di tutto ciò: si tratta di Francesco Rutelli, il candidato sindaco del Pd in testa in tutti i sondaggi. Ma - ci si può chiedere - perché mai tutte le dichiarazioni sono accomunate dall’uso di verbi sempre al futuro? Beh, si sa, in campagna elettorale tutti promettono tutto... Nel caso di Rutelli, però, non si può non ricordare che lui il sindaco in questa città l’ha già fatto almeno per sette anni dal 1993 al 2000. Ne ha avuto di tempo per individuare le aree da destinare alle case popolari e per aprire nuovi asili nido.
Ma invece di sgomberare i campi nomadi abusivi e di avere a cura la pulizia della città - come promette di voler fare adesso - ha fatto il contrario, permettendo il proliferare incontrollato di accampamenti irregolari e spendendo soldi a palate per bonificare le aree che venivano sistematicamente rioccupate. Gli asili nido e l’edilizia popolare? Poco o nulla. A crescere, e anche tanto, fu invece il ricorso a consulenti esterni pagati profumatamente, per i quali lo stesso Rutelli fu condannato dalla Corte dei conti, assieme ad alcuni suoi assessori, a risarcire il danno erariale procurato alle casse del Campidoglio...