Rutelli vuole i vip dell’economia per la sua «missione possibile»

Appuntamento a porte chiuse con Montezemolo e Passera, Monti, Profumo e Della Valle

da Roma

L’appuntamento è rigorosamente a porte chiuse.
Sabato e domenica prossima la Margherita di Francesco Rutelli riunisce a Frascati, nel romantico isolamento di Villa Tuscolana sui colli dei Castelli romani, un parterre du roi che raccoglie il massimo di ciò che offre l’establishment filo-centrosinistra italiano e una qualificata lista di invitati. Dal presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo all’amministratore delegato di Unicredit Alessandro Profumo, da Diego Della Valle all’amministratore delegato di Banca Intesa Corrado Passera. E insieme a docenti universitari e sindacalisti, l’ex commissario Ue Mario Monti.
Alla preparazione del convegno, dal titolo «Italia 2016, missione possibile», hanno lavorato per settimane il leader della Margherita (che da mesi intesse contatti e rapporti in prima persona con quel mondo, un attivismo osservato con sospetto dagli alleati e dal capo dell’Unione) e un gruppo di dirigenti Dl con ottime entrature negli ambienti che contano: Paolo Gentiloni, Enrico Letta, Roberto Pinza, Ermete Realacci, Tiziano Treu, Linda Lanzillotta. L’intenzione è quella di dar vita a un libero confronto di idee, opinioni e ricette sul futuro del sistema-Italia. Raccogliendo suggerimenti per il futuro programma del centrosinistra, e di chi nell’Unione si vuol proporre come forza di governo più dinamica e aperta all’innovazione. La Margherita, appunto.
Tra i partecipanti, molti sono i nomi della galassia fin qui accreditata come vicina al leader dell’Unione, Romano Prodi. Ma lui, a quanto pare, non ci sarà. Non perché non sia stato invitato, figurarsi. Anzi, nel far trapelare la notizia lo staff rutelliano aveva dato per scontata la presenza del Professore, spiegando di aver scelto le date anche per non entrare in contrasto con gli impegni prodiani: e infatti l’appuntamento è stato fissato per il primo week end dopo il rientro dalla missione del leader in Cina e Russia. Ma gli organizzatori del convegno ad oggi non sono ancora riusciti ad avere una conferma della sua presenza, e da ambienti prodiani è circolata la voce che il Professore aveva ricevuto comunicazione dell’appuntamento a cose fatte, e senza concordare le date con la sua fitta agenda. Ora poi ci si è messo di mezzo il «no» dei Dl alla lista unitaria, la tensione tra Prodi e Rutelli è salita alle stelle, e la partecipazione del Professore - o la sua assenza - costituirebbe comunque un evento.
Prodi non è però l’unico a dover digerire uno scomodo protagonismo rutelliano nei rapporti con l’establishment e nella proposta programmatica: anche in casa Ds c’è una certa irritazione per i «tentativi di accreditarsi come interlocutore preferenziale» messi in campo dal leader della Margherita.

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