Ryanair, O'Leary promette: "Nel 2010 sorpasso su Alitalia"

Sarà la prima compagnia per numero di passeggeri da e per l’Italia.
O’Leary a Colaninno: "Si ritiri in campagna e viaggi con noi". Polemica
con l’Enac sui documenti validi per l’imbarco: il vettore rifiuta di
accettare quelli legali

Michael O’ Leary, numero uno di Ryanair, ieri ha canzonato Roberto Colaninno, presidente di Alitalia: «Vada a vivere in campagna e per gli spostamenti si affidi a Ryanair. È meno costosa». Lo ha fatto confermando la sua convinzione che il 2010 sarà l’anno del sorpasso da parte di Ryanair sulla compagnia italiana: nel 2009 - ha detto - il traffico di Ryanair da e per l’Italia è aumentato del 22% a 18 milioni di passeggeri, mentre Alitalia prevede di diminuire del 23%, e scendere a 18 milioni. Per l’anno prossimo è previsto il superamento in classifica, e la notizia fa effetto soprattutto il giorno dopo i gravissimi disagi provocati a Fiumicino dalla compagnia italiana. Ma che il fatto sia attribuibile alla bravura di Ryanair più che al ridimensionamento di Alitalia, lo si può constatare dalla parallela convinzione di O’Leary che il 2010 sarà anche l’anno del sorpasso di Iberia in Spagna, e che prima ancora Ryanair straccerà anche British Airways. È il modello che conta, e quello low cost, specie in un periodo di crisi, mostra di espandere le sue affermazioni. «Il prossimo anno - secondo O’Leary - le aziende che andranno bene sono Ryanair, Ikea, McDonald’s. Amiamo le forti flessioni economiche, avremo grossi profitti mentre tutti intorno a noi si danneranno per sopravvivere». Ieri anche EasyJet, seconda low cost europea con 45 milioni di passeggeri, ha diffuso i dati annuali, con ricavi in crescita del 13% a 2,67 miliardi e utili in calo del 14% a 71 milioni. Sommando i passeggeri in Italia di Ryanair e EasyJet (9 milioni), si ottiene un numero (27 milioni) superiore a quello delle prime due compagnie italiane, poiché Alitalia più Meridiana si fermano a 22 milioni, 24 considerando anche Eurofly.

Il primato ha il suo prezzo, e spesso i metodi usati sono discutibili. Un esempio è emerso ieri, da un battibecco tra O’Leary e l’Enac, l’autorità italiana per il volo, alle cui regole anche la compagnia irlandese deve sottostare. Ryanair insiste a voler riconoscere, per accertare l’identità dei passeggeri all’imbarco, solo passaporto o carta d’identità e non tutti i documenti della lista ufficiale stabiliti in Italia con decreto, tra cui la licenza di pesca, il porto d’armi e qualunque tesserino emesso dalla Pubblica amministrazione; si tratta, ripetiamo, dell’identificazione all’imbarco e non del documento che dà titolo al volo. Perché Ryanair usa questa rigidità? Secondo la compagnia, per sicurezza; ma l’Enac riferisce segnalazioni di passeggeri imbarcati dopo il versamento di 48 euro perché in possesso di un documento «diverso». Il direttore generale dell’ente recentemente ha diffuso in tutti gli aeroporti un’ordinanza per il rispetto di tale regola. Ma in Puglia Ryanair si sarebbe irrigidita, dicendosi pronta a rinunciare a nuovi investimenti a Bari nel caso in cui l’Enac insistesse.