S’accende la Twitter-tv È una e trina: informa, commenta e domanda

Tweet Tweet. Il cinguettio della rete «invade» sempre più spesso il video. In alcune trasmissioni italiane, come accade da tempo in Inghilterra o negli Stati Uniti, è prevista la possibilità di interagire col pubblico dei social network, in particolare con l’agilissimo Twitter, che richiede di formulare la propria stringata opinione in 140 caratteri.
Secondo i critici televisivi, la «convergenza» tra media differenti (tv e social network, appunto) è ciò che distingue un programma nuovo da uno di vecchia concezione. Lo spettatore moderno guarda con un occhio lo schermo del pc, o del tablet, e con l’altro la televisione. E vuole far sentire la sua voce, intervenire, porre domande, commentare, votare (nel caso dei talent), interagire con il conduttore e i suoi ospiti.
L’uso più massiccio, e per certi versi spregiudicato, dei tweet in diretta è in Piazzapulita, il talk show di Corrado Formigli in onda ogni giovedì su La7. I tweet degli spettatori appaiono in sovrimpressione nel cosiddetto sottopancia e hanno una funzione di commento in diretta a quanto accade in studio.
Gli effetti sono sorprendenti. Quando la puntata ha un contenuto politico forte, e i toni si alzano, può capitare che l’onorevole di turno sia sfottuto da uno o più tweet mentre sta parlando. Visti i contenuti, talvolta molto polemici, non c’è il rischio di una «telegogna» in diretta? Secondo Corrado Formigli la risposta è negativa. «Ciò che va in onda - dice - rispecchia la proporzione dei messaggi pro o contro. Alcuni personaggi catalizzano di più l’attenzione, e quindi sono più facilmente bersagli polemici. I messaggi sono filtrati, escludiamo i più pesanti, trasmettiamo solo i più calzanti. L’ospite comunque accetta la logica della comunicazione via Twitter, molto diretta. Senza contare che spesso l’ospite stesso ama twittare». Nella puntata di ieri, sulle liberalizzazioni, i tweet erano battute e testimonianze di taxisti e farmacisti o proposte per ampliare il mercato e abbattere i privilegi. Insomma: una piazza telematica interessante. Nella puntata precedente, però, capitava di ascoltare Ignazio La Russa e di leggere in contemporanea nel sottopancia il controcanto polemico degli spettatori «cinguettanti». Con effetti a tratti spiacevoli.
Diverso il caso di Agorà, il talk mattiniero in onda su Raitre e condotto da Andrea Vianello. Twitter in questo caso è usato principalmente come fonte per dare notizie o riportare commenti che possano fare discutere. La redazione tiene sotto monitoraggio i social network, con un occhio di riguardo agli account (cioè alle pagine) di giornalisti e politici. Quindi all’interno della trasmissione si aprono spazi per leggere i tweet, mostrati anche in video. Può capitare quindi di intercettare un tweet di Pierferdinando Casini sulla maggioranza, poi ripreso da tutti i quotidiani del giorno seguente.
«Ma i tweet dei telespettatori possono diventare domande - dice Vianello - da girare direttamente agli ospiti». Colpisce comunque che «un programma come Agorà, - continua Vianello - trasmesso in una fascia oraria che si pensa appannaggio di un pubblico poco tecnologizzato, abbia un forte ritorno nei social network». Al punto da figurare a fine giornata talvolta tra i trend topic, cioè tra i temi di tendenza, quelli più twittati.
Un uso massiccio e diversificato dei tweet appare sui canali sportivi di Sky. Nel «rullo» del notiziario sportivo, appare ogni tanto il simbolo di Twitter: segno che un personaggio importante ha mandato un messaggio. L’altra sera, ad esempio, Danilo Gallinari forniva informazioni sul campionato di basket Nba in cui milita. Ma sono previsti anche spazi che funzionano come question time in cui gli esperti rispondono alle domande via Twitter.
Siamo in una fase sperimentale, qui come all’estero: la convergenza è ancora lontana ma possibile. La piazza digitale potrebbe rivelarsi un ottimo strumento di partecipazione democratica oppure degenerare in una nuova versione della solita Telepiazza.