S. Ambrogio al gelo, rotto il riscaldamento

Pessima notizia: l’impianto di riscaldamento della basilica di Sant’Ambrogio è guasto e va sostituito. Il sospetto c’era già da qualche tempo, più o meno da quando il pavimento delle navate aveva cominciato a fare la muffa ed erano apparse qui e là alcune pozzanghere. È bastata una semplice verifica per averne la certezza.
«Il sistema di riscaldamento risale agli anni ’60 - spiega monsignor Erminio De Scalzi, 66 anni, abate della basilica romanica - ed è costituito da tubi di ferro che corrono un metro e mezzo sotto il suolo. Chiaramente con il passare del tempo le condutture si sono arrugginite e ora perdono acqua, perciò andranno sostituite con nuovi tubi in polietilene, che sono indistruttibili». Dunque per rinnovare l’impianto sarà purtroppo necessario sollevare l’intero pavimento delle navate, 5.000 lastre di marmo che ricoprono una superficie di ben 1.200 metri quadrati. Un lavoro importante, che dovrebbe richiedere fino a tre mesi di tempo e che monsignore De Scalzi spera di far realizzare tra la metà di giugno e la metà di settembre, quando la città è meno affollata. Così i permessi sono già stati richiesti e sono state fatte anche le ricerche necessarie per ottenerli. «In un vecchio articolo ho trovato informazioni sulla cava da cui proviene il marmo dell’attuale pavimentazione, che risale al 1962. È a Predazzo, in val di Fassa - assicura l’abate - ma se devo usare una pietra diversa basta che me lo dicano».
Per tutta la durata della chiusura i parrocchiani potranno seguire le messe feriali nella chiesetta interna di San Sigismondo, mentre le messe domenicali si terranno nella vicina chiesa di San Bernardino alle monache di via Lanzone, appena ristrutturata. «Comunque - precisa il monsignore - non credo che la basilica verrà chiusa completamente. I lavori procederanno per settori, così da provocare meno disagi possibile». Insomma, si è pensato proprio a tutto. Ora bisogna occuparsi dei fondi. I costi del restauro saranno certamente importanti. L’ipotesi è di circa 300.000 euro solo per l’acquisto del marmo, cui andrebbe aggiunta la spesa per la manodopera e la nuova caldaia. «Ci rimetteremo alla generosità dei fedeli e di chiunque vorrà contribuire, - ha dichiarato De Scalzi - magari cercheremo anche uno sponsor per raggiungere la somma necessaria».