Sì del Campidoglio I vigili urbani avranno le armi

Dopo oltre trent’anni la polizia municipale della capitale torna ad essere armata. Il Consiglio comunale ha approvato ieri notte all’una, dopo una seduta-fiume di 9 ore, il «Regolamento dell’armamento degli appartenenti al Corpo di polizia municipale, in possesso della qualità di agente di pubblica sicurezza».
La delibera è stata approvata con 29 a favore (Pdl), 4 contrari (Azzuni del gruppo Misto; Cirinnà e De Luca del Pd; Quadrana della Lista civica) e 9 astenuti (Marroni, Mei, Nanni, Onorato, Policastro, Smedile, Stampete, Valeriani del Pd; e il generale Antonino Torre della lista civica per Alemanno).
«I vigili urbani avranno l’arma per difesa personale - spiega l’assessore alle Risorse umane Enrico Cavallari - svolgeranno gli stessi servizi ma con una dotazione in più che consentirà di difendere meglio i cittadini. Attualmente sono 1.500 i vigili che hanno già la pistola». I vigili urbani avranno però la possibilità «di avere le pistole salvo i casi di obiezione di coscienza». Il provvedimento approvato dall’aula prevede anche la dotazione di spray anti-aggressione e «mazzette distanziatrici», ovvero i manganelli. Il regolamento approvato dal Consiglio comunale, mettendo un punto fermo a un dibattito che ha contrapposto per anni centrodestra e centrosinistra, disciplina ed individua i servizi da prestare con le armi. La pistola assegnata in dotazione è consegnata con un caricatore di riserva e le munizioni. Arma che «può essere riconsegnata temporaneamente» all’armeria in caso di ferie o assenze dal servizio. Nel regolamento, composto di 18 articoli, si affronta anche il problema di «possibili danni che possono essere causati a beni e persone dall’uso dalle armi» e «sono stipulate dall’amministrazione polizze per la responsabilità civile e patrimoniale entro sei mesi dall’assegnazione dell’arma».
La prima tappa per arrivare a dare le pistole ai vigili è del giugno scorso, quando la giunta approvò la delibera nella quale si decideva di armare gli agenti della municipale, con pistola calibro nove, spray anti-aggressione e manganelli di plastica. Mentre il 6 agosto dello scorso anno, dopo una lunga trattativa, c’è stata la sottoscrizione di tutte le sigle sindacali ad eccezione degli Rdb. L’Associazione romana vigili urbani (Arvu) ha però già deciso di ricorrere al Tar, pur essendo la promotrice dell’armamento della polizia locale, perché «i vigili urbani potranno difendersi da atti criminosi ma non potranno difendere i cittadini in quanto l’arma viene data per la sola difesa personale».
«Credo che questa delibera sia un importante passo avanti. Le funzioni rimangono le stesse ma ora la nostra polizia sarà più in grado di difendersi e di essere rispettata», commenta il sindaco Gianni Alemanno.