«Sì a Cofferati, anzi no». E la sinistra si spacca

(...) ha votato a favore, ma ha votato a favore anche al documento di Plinio. I Ds, che in Comune avevano votato l’ordine del giorno di Bernabò Brea, in Regione hanno votato il proprio documento ma si sono astenuti su quello di Plinio. Lui gliel’ha resa e s’è astenuto sul loro: «Sono per la reciprocità» ha ironizzato.
Il documento del centrosinistra, sottoscritto da tutti tranne che da Rifondazione, recitava così: «Solidarietà al sindaco di Bologna Sergio Cofferati per la politica perseguita al fine di difendere la legalità, quale strumnento che tutela i cittadini a partire dalle fasce più deboli della società». Un po’ vago, ecco, ma dev’esser stato lo sforzo di accontentare tutte le anime. E pure un tantino pavido. Perché Cofferati ha sgomberato campi nomadi e depennato lavavetri senza troppo preoccuparsi della fine che avrebbero fatto, ma il documento proseguiva dicendo che «tanto più valida è la politica sulla legalità perché accompagnata da misure di inclusione sociale e di allargamento dei diritti civili».
Il dito sulla piaga ieri lo ha messo Luigi Morgillo il capogruppo di Forza Italia. Quando ha visto che la maggioranza stava mettendo a punto un proprio ordine del giorno sul «caso Cofferati» ha estratto i verbali delle scorse sedute, quelle in cui il centrosinistra rifiutò persino di discutere il documento del centrodestra perché «non di questi temi deve occuparsi l’assemblea ligure». Era stato Moreno Veschi il capogruppo dei Ds ad andar giù duro: «Questo modo di fare opposizione è assai strano, svincolandosi dai problemi concreti che oggi abbiamo anche all’ordine del giorno. Seguendo questo metodo ogni martedì dovremmo formulare ordini del giorno su questo o quel fatto che avviene nel Paese. Pertanto, di fronte al carattere strumentale dell’ordine del giorno dell’opposizione, tutta la maggioranza esprimerà voto contrario». Ieri c’è cascato anche lui.