Sì dei milanesi al ticket d’ingresso per le auto

«Sono sorpreso, non mi aspettavo un consenso così ampio sul pedaggio per entrare in città

Chiara Campo

«La priorità assoluta per i cittadini è il potenziamento dei trasporti pubblici, la sicurezza viene solo al secondo posto». Nel suo ufficio a Palazzo Marino, il sindaco Gabriele Albertini sfoglia i dati del sondaggio telefonico commissionato a Euromedia Reasearch lo scorso 23 dicembre: 4.500 interviste ad un campione rappresentativo dei milanesi per verificare se avevano ricevuto e apprezzato la comunicazione di fine mandato inviata per posta a tutte le famiglie nei primi giorni di dicembre, e per raccogliere le segnalazioni su quanto ancora resta da fare.
Un fascicolo che il sindaco consegnerà alla sua erede designata Letizia Moratti quando la incontrerà venerdì prossimo, 10 febbraio, come strumento utile di lavoro. Ma già anticipa che secondo il sondaggio «il 30,3 per cento dei milanesi chiede di potenziare la rete dei trasporti pubblici urbani ed extraurbani, ed è la priorità per otto zone su nove». Esigenza che viene denunciata soprattutto in zona 4 (Vittoria-Forlanini, dal 36% degli intervistati) e nella 3 (Venezia-Città Studi-Lambrate, con il 33%). Solo in zona 2 (Centrale-Gorla-Turro-Greco) «la sicurezza viene indicata come una priorità assoluta», con il 28,6% delle richieste. Dati che suonano in contrasto con quelli indicati dalla candidata della Cdl, che nei giorni scorsi ha segnalato la sicurezza come prima richiesta per almeno tre zone, e ne ha percepito un’esigenza diffusa dai primi giri nei quartieri. «Con questi dati non voglio contestare quelli della Moratti, ma dare il giusto peso - precisa Albertini -. Un conto è fare un’indagine demoscopica intervistando un campione rappresentativo, un altro è attenersi alle sensazioni, raccolte nei quartieri dove si ascoltano solo le proteste e le volontà di miglioramento o le segnalazioni sul blog del suo sito internet, dove sappiamo che si fa avanti solo chi intende segnalare un disservizio».
Nella classifica degli aspetti che, come hanno chiesto i sondaggisti, «dovrebbero essere ulteriormente privilegiati per rendere la città sempre più vivibile e a misura d’uomo», a trasporti e sicurezza seguono la richiesta di più aree verdi (20,9%) e politiche per disincentivare l’uso dell’auto (19,4%). «Responsabilizzare il cittadino e sollecitare il suo senso civico» è una priorità per il 14% degli intervistati, più sentita addirittura rispetto a servizi sociali migliori (13,1%) o maggiori politiche per l’infanzia.
Il sindaco confessa di essersi «sorpreso» di fronte alla percentuale dei cittadini che si dicono favorevoli ad introdurre pedaggi a pagamento per le auto che entrano in città, vincolando le entrate a investimenti per servizi legati alla mobilità e al trasporto pubblico: il 43,9 per cento (suddiviso tra il 27,9% che vorrebbe far pagare il ticket solo ai non residenti e il 16% per cui dovrebbero contribuire tutti). Se il 15,4 per cento è indeciso o non risponde, il 41 per cento dei contrari è comunque inferiore al fronte del sì, che giunge forte e chiaro soprattutto dalla zona 4 (Vittoria-Forlanini) e dalla 8 (Fiera-Gallaratese-Quarto Oggiaro). «Quasi il 44% dei milanesi - osserva Albertini - è già favorevole al congestion charge anche se finora se ne è parlato solo astrattamente, senza sapere quanto costa e cosa può produrre, e nonostante la campagna negativa che gli si è già scatenata contro. A Londra prima dell’introduzione del road pricing la percentuale di contrari era la stessa ma c’erano più indecisi, mentre qui i favorevoli battono già i contrari, nonostante neanche i Verdi mi abbiano voluto dare ragione».