Sì a don Gallo per far saltare le primarie

Paola Setti

Se sarà fumata bianca sarà la due giorni imperiese di oggi e domani a dirlo. Per fortuna che c’è, aria fresca con aroma di sigaro Toscano, don Andrea Gallo. A dar voce alle lotte dei movimenti, parlano di lui e ti dicono: «Bertinotti chi?». E a far parlare di politica un’Unione che le primarie le ha organizzate per una questione di potere interno, «si misurano i muscoli, mica parlano di programmi». Il senso è proprio questo: «Candidiamo don Gallo perché lui è la negazione delle primarie: candidandosi le fa saltare, perché costringe il centrosinistra a esprimersi sui programmi, cosa che non altrimenti non farà» e se lo dice Matteo Jade il leader dello Zapata. Il «prete di strada» tiene tutti con il fiato sospeso. Luca Casarini e Francesco Caruso un paio di settimane fa gli hanno prospettato l’ipotesi di lanciarlo quale candidato premier della sinistra movimentista. Lui da allora tace. «Deve sciogliere la riserva» sorride Jade. La verità è che anche il (...)