Sì alla fusione Hera-Meta un gruppo da 2,3 miliardi

da Milano

I presidenti della romagnola Hera, Tomaso Tommasi di Vignano, e dell’emiliana Meta, Giulio Sapelli, hanno siglato ieri la prima fusione in Italia tra due multiutility quotate in Borsa: nasce così un gruppo da 2,3 miliardi di euro di fatturato con un bacino di 2,5 milioni di abitanti. La nuova società diventerà operativa dal 1° gennaio 2006: con la fusione resterà quotata soltanto Hera, mentre Meta lascerà la Borsa. La struttura del nuovo gruppo rispecchierà quella adottata fino ad ora da Hera, con una holding che controlla le società operative sul territorio: nascerà così Hera Modena che replicherà il modello già funzionante con Rimini, Ravenna, Forlì-Cesena, Imola-Faenza, Bologna e Ferrara. La trattativa tra Bologna e Modena è stata condotta in porto in pochi mesi, dopo la rottura tra Meta e gli altri soci del costituendo polo emiliano (Reggio, Piacenza e Parma). I soci pubblici deterranno (sia pure provvisoriamente) circa il 60% del capitale, di cui il 14% sarà detenuto dal Comune di Modena che avrà diritto a nominare tre consiglieri (compreso il vicepresidente del nuovo gruppo), un quarto sarà in rappresentanza degli azionisti privati.