Sì del giudice Usa al processo contro Bank of America

Ammesse però soltanto due delle 12 accuse. Ridimensionata la richiesta di Bondi di un indennizzo da dieci miliardi

da Milano

Parmalat-Bank of America: sì alla causa, no all’indennizzo record. Con salomonica decisione il giudice Lewis Kaplan, del tribunale federale di New York, ha respinto la richiesta della banca di archiviare l’intera procedura, ma lo stesso ha fatto anche con la maggior parte - 10 su 12 - delle accuse presentate da Enrico Bondi, compresa la violazione delle norme antifrode, che avrebbe consentito di triplicare gli indennizzi, fino a 10 miliardi di euro complessivi. In particolare, Kaplan ha sentenziato che Bondi, in qualità di amministratore straordinario e oggi presidente di Parmalat, non potrà chiedere risarcimenti per eventuali danni subiti dagli investitori o creditori del gruppo. Potrà soltanto riformulare le accuse, tentando di dimostrare l’eventuale complicità di alcuni funzionari della terza banca Usa con gli amministratori infedeli del gruppo alimentare, che, attraverso collocamenti privati presso investitori americani, aveva aiutato a raccogliere sul mercato oltre un miliardo di euro. La sentenza del tribunale federale ridimensiona quindi drasticamente le elevate richieste di risarcimento da parte di Bondi, circoscrivendole solo ai danni direttamente riconducibili al rapporto tra banca e cliente.
Bank of America, che in una nota si dice «soddisfatta» dalla decisione del tribunale, «continuerà a difendersi con vigore dalle rimanenti due accuse». Per la banca statunitense, secondo gli addetti ai lavori, si apre inoltre la possibilità di contrattaccare, attraverso la cosiddetta “domanda riconvenzionale”, e ottenere un provvedimento a lei favorevole. Ma anche Parmalat è soddisfatta; quel che conta, dicono ambienti legali vicini al gruppo, è che si vada al processo, e che il giudice abbia riconosciuto a Parmalat di poter procedere per i danni effettivamente provocati - se saranno provati in fase processuale - dall'istituto di credito Usa.
Nei confronti di Bank of America Bondi ha intentato causa nell’ottobre 2004 presso un tribunale della Carolina del Nord. Il procedimento è stato poi spostato a New York, insieme ad altri casi relativi a Parmalat. Nelle cause intentate nei confronti delle banche, Bondi affermava che gli istituti di credito avrebbero dovuto essere a conoscenza dell’effettiva situazione finanziaria di Parmalat, quando organizzavano i collocamenti sul mercato, che di fatto hanno aiutato il gruppo a occultare il suo stato di insolvenza e la frode architettata per nasconderlo agli occhi degli investitori e delle autorità di vigilanza.