Ségolène all’attacco degli industriali per catturare i voti dell’ultrasinistra

In suo appoggio arriva il premier spagnolo Zapatero: comizio congiunto a Tolosa

da Parigi

Ségolène Royal, 53 anni, arriva al traguardo del primo turno delle presidenziali con l’impressione d’aver scansato una trappola: le offerte d’intesa lanciate verso di lei dal centrista François Bayrou sono sempre state viste come una mela avvelenata dai “coniugi della rue Solferino” (il segretario socialista François Hollande e la sua compagna Ségolène Royal, che la fanno da padroni alla direzione nazionale del partito, situata appunto in rue Solferino a Parigi). La fine della campagna elettorale della Royal è tutta orientata a sinistra: lasciate sprezzantemente cadere le avance “uliviste” di Bayrou, la candidata socialista ha inasprito il proprio linguaggio verso il mondo delle imprese nell’evidente tentativo di sedurre i comunisti e i trotzkisti, i cui voti saranno per lei fondamentali il 6 maggio in occasione del secondo turno.
Ecco la radicalizzazione a sinistra dell’ultima fase della campagna elettorale della Royal coincidere con un tema ricorrente: il tentativo di proporsi come paladina dei diritti delle donne. Un tema emerso anche ieri sera, nel comizio della Royal a Tolosa in compagnia del premier spagnolo, il socialista José Luis Rodriguez Zapatero. In occasione delle primarie dello scorso novembre in casa socialista, la carta del “femminismo” è stata utile alla Royal. Adesso le cose potrebbero andare diversamente perché anche i rivali, Nicolas Sarkozy e François Bayrou, hanno moltiplicato discorsi e promesse verso l’elettorato femminile. Il governo uscente, di centrodestra, ha tra l’altro concesso proprio ieri un aumento alle infermiere, che protestavano da anni.
Un altro segmento importantissimo dell’elettorato è quello dei giovani, ma in questo caso la candidata socialista ha ricevuto una sgradevole sorpresa: al primo posto nelle loro preferenze c’è Sarkozy, seguito da Bayrou. Un sondaggio afferma che le persone d’età inferiore ai trent’anni, che votano per la prima volta in occasione di una consultazione presidenziale (molte di loro avrebbero potuto votare già nel 2002, ma non erano andate a iscriversi alle liste elettorali), scommettono sul candidato del centrodestra, a cui va il 30 per cento delle loro simpatie. Vengono poi Bayrou col 23 per cento, la Royal col 22 e il leader del Front national, Jean-Marie Le Pen, col 9.
Al quartier generale della Royal si stanno comunque diradando le preoccupazioni dei giorni scorsi, quando si era temuto che la candidata socialista potesse non arrivare neppure al ballottaggio a seguito di un boom dei voti a favore di Bayrou. Gli ultimi sondaggi sembrano ridimensionare il “fenomeno Bayrou” per cui Ségolène Royal sembra quasi certa di superare - insieme al suo caro nemico Sarkozy - l’ostacolo del 22 aprile. Poi sarà un’altra storia.