Ségolène si radicalizza a sinistra ma corteggia anche i centristi

da Parigi

Alle 20 precise i canali radiofonici e televisivi francesi forniscono le stime del risultato elettorale. Davanti al quartier generale del Partito socialista una folla di militanti esplode in un applauso liberatorio di fronte ai giornalisti francesi e stranieri. È un modo per salutare la fine del fantasma del 2002: alle presidenziali di cinque anni fa il candidato socialista all’Eliseo, il primo ministro uscente Lione Jospin, non riuscì neppure a qualificarsi per il ballottaggio finale. Fu superato sia dal presidente della Repubblica uscente Jacques Chirac sia dal leader del Front national, Jean-Marie Le Pen.
Ségolène Royal, 53 anni, avrebbe voluto presentarsi subito di fronte ai suoi sostenitori o comunque lanciare loro un messaggio televisiva. Ma col trascorrere dei minuti i responsabili della campagna elettorale socialista hanno preferito guadagnare tempo, lasciando le telecamere indugiare sulla folla dei sostenitori plaudenti.
A reagire di fronte alle telecamere sono stati gli altri leader del Partito socialista. Ecco l’ex ministro degli Affari europei Pierre Moscovici accusare Nicolas Sarkozy di essere «partito alla caccia dei voti di Le Pen e di aver spostato le sue posizioni verso l’estrema destra». Alle 21,37 la Royal si è presentata di fronte alla folla plaudente, che scandiva: «Ségolène présidente!». «A voi che oggi mi avete dato, così numerosi, i vostri voti, esprimo la mia gioia e la mia profonda gratitudine. Io misuro la responsabilità che voi mi affidate stasera: quella di essere protagonista della lotta del cambiamento, perché la Francia si rimetta in piedi, perché ritrovi il suo ottimismo e compia la scelta dell’audacia e della serenità. Ora si apre una nuova campagna: tra 15 giorni la Francia sceglierà il suo volto».
«Lancio un appello solenne - ha detto - perché il 6 maggio avremo una scelta tra due voci molto diverse». E ha aggiunto che «occorre abbandonare un sistema che non funziona più». La candidata socialista ha poi detto di voler «far prevalere i valori umani sui valori borsistici», e ha promesso di scommettere «sull’intelligenza dei francesi». Mentre la folla applaudiva, il discorso della Royal è parso sottintendere un tentativo di radicalizzarsi a sinistra, formulando al tempo stesso qualche strizzatina d’occhio ai centristi di François Bayrou. Conclusione di Ségolène: «Io sarò la presidente di uno Stato imparziale». Ma intanto deve affilare le armi perché la partita sarà molto aspra.