Ségolène vola e stacca i suoi rivali socialisti

La Royal nettamente in testa col 43 per cento. La vecchia guardia - Jospin,Lang, Fabius e Strauss-Kahn - tenta di sbarrarle la strada

Alberto Toscano

da Parigi

Gli elefanti cominciano a tremare. Nel gergo della politica transalpina, i pachidermi sono i capicorrente del Partito socialista, abituati a gestire i destini di questa formazione politica come se fossero affari loro. Questi ingombranti animali politici hanno nomi celebri - Lionel Jospin, Dominique Strauss-Kahn, Jack Lang e Laurent Fabius - e hanno collezionato importantissime cariche di governo. Adesso le loro ambizioni sono frustrate dall'ascesa della signora Ségolène Royal, 52 anni, che si batte per ottenere la candidatura socialista per le elezioni presidenziali dell'aprile 2007. Siccome un esponente del centrodestra (Jacques Chirac) ha fatto due mandati di fila all'Eliseo, le sinistre pensano sia arrivato il loro turno e i leader socialisti sono pronti a tutto pur di ottenere la candidatura. Ma ormai gli elefanti scivolano sui sondaggi, favorevolissimi a Ségolène.
Il bello è che all'inizio proprio l'establishment del Ps aveva incoraggiato le ambizioni di quest'ultima. Bisognava guadagnare tempo ed eliminare le tossine lasciate dalla lotta tra le correnti socialiste, svoltasi in occasione del referendum sul Trattato costituzionale europeo (29 maggio 2005). La favola di Cenerentola e un volto acqua e sapone sembravano l'ideale per sedurre l'opinione pubblica. Solo che - dopo i primi sondaggi a lei favorevoli - Cenerentola ha mostrato le unghie, dicendosi decisa a correre per conto suo, invece di tirar la volata ai pachidermi col fiatone. Dunque l'atmosfera nel partito s'è incattivita e le "donne politiche", schierate con gli elefanti, sono scese in campo per lanciare su Ségolène le loro frecce al curaro.
Ora i giochi sono più aperti che mai. Un sondaggio, pubblicato ieri dal Figaro, afferma che il 43% dei francesi preferisce Ségolène come candidata socialista alle presidenziali del 2007. Gli altri esponenti del partito sono lontani. L'ex ministro dell'Economia Dominique Strauss-Kahn arranca al secondo posto con il 13% cento delle preferenze: il fatto d'aver sposato negli ultimi tempi alcune tesi della sinistra radicale (come la promessa di nazionalizzare l'ente elettrico Edf in caso di ingresso all'Eliseo) non lo ha certamente aiutato. Anzi, tutti hanno avuto la sensazione di una scelta puramente opportunistica. Al terzo posto c'è l'ex ministro della Cultura Jack Lang col 9%, seguito dagli ex premier Lionel Jospin e Laurent Fabius, rispettivamente con l'8 e col 4%. Una vera doccia fredda sulle loro ambizioni più o meno palesi. Chiude la graduatoria, con un modesto 3%, il segretario generale del Ps, François Hollande, compagno di scuola e vita di Ségolène, nonché padre dei suoi quattro figli.
Nella coppia François-Ségolène non mancano i problemi personali né quelli politici. Tra questi ultimi c'è il fatto che François deve prima di tutto agire da mediatore tra le correnti (e quindi tra gli elefanti), mentre Ségolène è ormai vista con un certo fastidio dai quattro pachidermi politici che la seguono nei sondaggi. Il tempo comincia a stringere: se i concorrenti di Ségolène vogliono sbarazzarsi di Cenerentola, devono cominciare a farle qualche brutto scherzo. Come polemizzare con le sue tesi a favore della "militarizzazione" dei minorenni che commettono reati o contro le 35 ore, che sono state la bandiera della sinistra francese.