Sì alla grazia per Asia Bibi Ma il Pakistan non abroga la legge sulla blasfemia

Il presidente del Pakistan ha
deciso di concedere la grazia alla donna cristiana
condannata a morte per blasfemia. Il Pakistan introdurrà degli
emendamenti alla
legge sulla blasfemia per evitare eventuali abusi

Islamabad - Il presidente del Pakistan ha deciso di concedere la grazia a Asia Bibi, la donna cristiana condannata a morte per blasfemia.

La legge sulla blasfemia Il Pakistan non abrogherà la legge sulla blasfemia, ma si limiterà a introdurre degli emendamenti per evitare eventuali abusi contro le minoranze religiose. Il ministro delle Minoranze, Shakbaz Bhatti, ha fatto sapere che la legge, introdotta dal dittatore Zia al Haq negli anni Ottanta, gode di un vasto supporto nel Paese dove i musulmani sono il 95% della popolazione. Il ministro, un cristiano, ha detto che un’eventuale revoca potrebbe suscitare le proteste dei gruppi religiosi fondamentalisti che sono interessati a rovesciare il governo. Bhatti ha annunciato che "saranno tenute delle consultazioni con i diversi rappresentanti della società" per discutere delle modifiche da apportare, ma ha escluso l’abrogazione della severissima legge. "Dobbiamo valutare attentamente le reazioni di coloro che non sempre hanno sentimenti tolleranti. Per ora è sufficiente impedire che sia usata con altri fini", ha aggiunto. Secondo alcune stime, dal 1987 oltre mille persone sono state incolpate per blasfemia, ma non un singolo caso è stato confermato in appello. Inoltre nessuna sentenza di morte è finora stata mai eseguita. Asia Bibi è stata prima donna a essere condannata alla pena capitale per blasfemia.