"Sì, l’alternanza è una conquista ma così i governi non funzionano"

Bondi e Cicchitto al presidente di An: l’intesa fra il leader del Pd e il Cavaliere sul sistema elettorale vuol trasformare l’Italia in una democrazia compiuta

da Roma

Il confronto continua a essere duro, a volte aspro e quasi sempre segnato da toni polemici. Ma questa volta Forza Italia, per la controreplica alla lettera indirizzata al Giornale da Gianfranco Fini, sceglie toni diversi e prova a piantare nel terreno del confronto il seme del dialogo.
La missiva è firmata da Sandro Bondi e Fabrizio Cicchitto, ovvero dal coordinatore e dal vicecoordinatore di Via dell’Umiltà. I due dirigenti si compiacciono per «il chiaro cambiamento di tono e di clima, che apprezziamo molto, dell’onorevole Fini». «In fondo le relazioni che interessano i nostri partiti rappresentano soltanto la cartina di tornasole di un difetto di sistema, di un malfunzionamento del sistema di governo che, se non affrontato alla radice, rischia di avere conseguenze gravi sul futuro del nostro Paese».
Il richiamo alla crisi di sistema serve a introdurre quella che è individuata come la necessità fondamentale di questo momento storico: procedere davvero a una stagione di riforme. «Siamo chiamati, nel pieno di una grave crisi della società, a cercare di completare la transizione verso una democrazia compiuta, favorendo la possibilità della formazione di alleanze di governo coese, basate sui programmi e non su pregiudiziali ideologiche. La discussione attorno alla nuova legge elettorale, così come la richiesta di un referendum, nascono quindi da ragioni di fondo, non sulla base di un gretto calcolo di interessi da parte delle forze politiche più grandi. Le quali per prime hanno però il diritto e il dovere di trovare un’intesa sulle regole nel tentativo di uscire da questo bipolarismo coatto, senza per questo essere accusate di attentato alla democrazia. Il vero attentato alla democrazia è mettersi di traverso rispetto a una riforma necessaria e ineludibile del sistema politico, che, grazie a Berlusconi, ha potuto sperimentare il bipolarismo e l’alternanza, ma non ha saputo trasformarli in una compiuta governabilità».
Bondi e Cicchitto vogliono spazzare ogni dubbio ed esorcizzare il timore che si stia procedendo a una «operazione nostalgia». «Fini sostiene che non si deve in alcun modo tornare ai riti della Prima Repubblica, e in questo siamo totalmente d’accordo. Dimentica però che, nella legislatura in cui il centrodestra ha guidato il Paese, mentre Berlusconi tentava di procedere speditamente sulla strada delle riforme e del rinnovamento, gli alleati non hanno esitato a far valere diritti di veto e a chiedere discontinuità e verifiche in perfetto stile Prima Repubblica. È inutile condannare i vecchi riti della politica quando poi si continua a farne largo uso. In questo senso, è inutile dichiarare prima la partecipazione a un’alleanza e a un programma, come purtroppo è successo, se un momento dopo il voto ognuno riprende a remare per sé».
I due dirigenti azzurri ricordano poi a Fini che «la bozza Bianco non ci vede in toto concorde. Quello che però non può suscitare una nostra pregiudiziale opposizione è il tentativo di individuare una legge elettorale che renda possibile l’alternanza tra schieramenti sulla base della condivisione effettiva di opinioni e programmi». Un fine per il quale «questa legge elettorale non basta. Ed è proprio per questo che Berlusconi ha indicato la necessità di perseguire con più determinazione il progetto della nascita di un nuovo movimento che riunisca tutti gli elettori moderati e liberali del nostro Paese, e che rappresenti l’evoluzione e il compimento ideale della Cdl». «A chi può rivolgersi in primo luogo questo nuovo partito se non alle forze politiche che sono state in questi anni protagoniste di una politica di rinnovamento dell’Italia?» si chiedono Bondi e Cicchitto. «Perciò si tratta di riprendere subito il cammino interrotto, di superare le eventuali incomprensioni, di costruire insieme quel partito dei moderati che rappresenti il corrispettivo, sul versante del centrodestra, del Pd. E rendere possibile così l’avvento di una democrazia normale, come avviene in tutti gli altri Paesi democratici dell’Occidente».
Il messaggio di pace lanciato dallo stato maggiore azzurro, in mattinata era già stato sposato da Paolo Bonaiuti. «Siccome in politica, come in amore, niente è irreparabile: mai dire mai» dichiara il portavoce di Silvio Berlusconi facendo riferimento alla possibilità di ricucire con il leader di An. «Comunque le accuse a Berlusconi sono assurde. Prima gli si chiede di dialogare sulle riforme, poi quando lo fa lo si accusa di inciucio. Questo è davvero un paradosso italiano».