Sì della Lega al ribelle Morgan: ora può cantare pure a Verona

Fumata bianca a <em>La zanzara</em>. Pace fatta col sindaco Tosi che non voleva concedere lo spazio cittadino
dopo l’outing dell’artista sull’uso di cocaina. Oggi l’incontro in
municipio

Una stretta di mano fra il sindaco leghista e l’artista trasgressivo. Un’ipotesi che solo poche ore fa sembrava fantascienza, invece l’arte diplomatica può produrre miracoli. Perfino colmare il Mar Rosso dell’incomunicabilità che separava Flavio Tosi, il borgomastro decisionista di Verona, e Morgan, l’idolo di X Factor. «Morgan non canterà mai a Verona», aveva sentenziato Tosi e Morgan, attraverso il suo avvocato, l’aveva diffidato. Pareva tutto finito e pure malamente, ma dietro le quinte delle dichiarazioni e contro-dichiarazioni aggressive l’entourage del primo cittadino e lo staff del cantante lavoravano per ricucire. E questa mattina lo storico incontro dovrebbe aver luogo nella cornice istituzionale del municipio.

Con Morgan non si può mai sapere, ma le indiscrezioni della vigilia, superblindata per non compromettere il delicato momento, sono chiare: i due ci hanno ripensato. O meglio, Tosi ha preso per buone le smentite e le rettifiche diffuse a raffica da Morgan a proposito del tormentone sulle droghe. In un’intervista al mensile Max, il cantante aveva affermato di far uso di cocaina. Quel colloquio gli aveva procurato un sacco di guai, cominciando dall’esclusione del festival di Sanremo e allora l’artista ha cercato di recuperare il terreno perduto.
Ispirato dal suo avvocato Giampaolo Cicconi, il cantante ha provato a rettificare, anzi a smentire i contenuti di quell’intervista, poi in tutte le occasioni possibili e immaginabili ha preso le distanze dal personaggio ultratrasgressivo ormai messo al bando dal sistema dei media. L’artista ha cercato di ridipingere la propria immagine, di sfuggire al ruolo, in verità un po’ scontato, di icona maledetta. Ma il tentativo di risalire la china non è facile. Perfino l’attrice Asia Argento, con cui Morgan aveva avuto una relazione da cui era nata una figlia, è partita dalla cocaina per arrivare a chiedere, nientemeno, la decadenza di Morgan dalla potestà. La causa è in corso, senza esclusione di colpi, e ancora una volta il cantante deve combattere contro quell’immagine quasi luciferina di sé che lo precede ovunque vada.

Se i rapporti con l’ex compagna si sono fatti pessimi, si può immaginare il muro che il sindaco Tosi ha innalzato per proteggere i suoi giovani dalla sirena Morgan. «Morgan danneggia i messaggi antidroga- ha spiegato il sindaco - dunque non gli daremo il Teatro Romano, che è di proprietà comunale, la sera del 4 settembre».
Una posizione intransigente nel più puro spirito leghista. Del resto da sempre la Lega si erge come baluardo della civiltà e delle tradizioni squassate da personaggi alla Morgan che sembrano fatti apposta per sovvertire le regole. Se a questo si aggiunge che Verona è una città ultrasensibile al tema delle droghe, una città che nel passato è stata flagellata dal’eroina, si capisce il perché della crociata leghista. Ma le precisazioni e le correzioni di Morgan devono aver fatto cambiare idea al sindaco. In gran segreto. Inutile proseguire una battaglia di principio quando l’artista ha pubblicamente preso le distanze da quell’intervista e ha sconfessato le sue esternazioni più scandalose. Meglio stringersi la mano e meglio, molto meglio, ascoltare la sua voce la sera del 4 settembre. Anche perché la tribù dei suoi fan è molto estesa.

La pace può essere firmata a metà strada; Morgan ha chiarito, nessuno vuole farsi del male in un conflitto che è andato anche troppo avanti. Al clima di distensione ha contribuito anche il programma radiofonico La zanzara che ospitato, in due successive puntate, i contendenti. Attraverso il microfono di Giuseppe Cruciani, Morgan e il sindaco si sono parlati. Oggi si vedranno riservatamente. Per darsi appuntamento al teatro Romano, la sera del 4 settembre.