Sì alla legge: ai pirati della strada patente sospesa fino a quattro anni

Per le vittime previsto un anticipo sul risarcimento ipotizzato

Gabriele Villa

nostro inviato a Treviso

«Questa legge è il più bel regalo che la mia piccola Manuela potesse farmi. È come se dal Cielo mi avesse mandato un segnale: bravo papà ce l’hai fatta». Manuela aveva solo sei anni quando, nel febbraio del 1998, se ne è andata per sempre, spazzata via da un terrificante incidente stradale. Da allora per suo padre - Andrea Dan - l’unico modo per non dimenticare, per non spezzare anche l’ultimo filo d’amore che lo legava e lo lega alla piccola Manuela, è stato quello di ottenere dallo Stato e dalla gente qualcosa di più che le solite lacrime di circostanza all’ennesimo funerale davanti a una precedenza saltata o a un limite di velocità infranto. Ottenere una legge, per esempio. Una legge che tutelasse le vittime della strada e i loro familiari ma anche inasprisse le pene per chi usa l’auto come un’arma. E quella legge sospirata, finalmente è arrivata. Con soddisfazione di Dan, che ha fondato, nel vasto arcipelago che raggruppa i familiari delle vittime della strada, l’associazione Manuela per la sicurezza stradale, da otto anni in prima linea sul fronte della lotta ai pirati e agli irresponsabili a quattro o a due ruote.
Squilla in continuazione il telefonino di Andrea Dan, la prima chiamata di congratulazioni gli è arrivata dalla segreteria di Marcello Pera perché è stato proprio il presidente del Senato che, come il premier Berlusconi aveva preso a cuore il provvedimento, a inserire il disegno 3337, all’ordine del giorno dell’ultima seduta utile di Palazzo Madama. Perché, dopo il sì della Camera nel marzo dell’anno scorso, non rimasse una promessa sospesa a mezz’aria. Da ieri invece il 3337 è legge. «Una legge che segna un cambiamento epocale, riconoscendo l’aspetto etico dell’incidente stradale - spiega Dan - e andando a rivoluzionare le disposizioni di ben quattro codici: penale, procedura penale, civile e stradale. Un grande passo in avanti compiuto da questo governo in favore di coloro che sono sempre stati dimenticati, in favore dei più deboli». «Come si fa a non ringraziare tutte quelle associazioni che ci hanno dato una mano a stilare la nuova legge», sottolinea Italico Perlini, il deputato di Forza Italia che del provvedimento è stato relatore alla Camera. E schematicamente riassume le novità più significative di questa legge: sospensione della patente fino a quattro anni in caso di omicidio colposo; reclusione da uno a tre anni per lesioni gravissime; provvisionale, cioè anticipo dei danni, pari ad un percentuale variabile tra il 30 e il 50 per cento del presumibile risarcimento, che sarà liquidato con sentenza, nel caso emergano subito gravi responsabilità a carico del conducente. E poi la pena accessoria del lavoro socialmente utile, un impegno al servizio della collettività, ovviamente non pagato, e per un periodo non inferiore a tre mesi in caso di comportamento recidivo.
«Questa legge è un cambiamento di rotta straordinario, dopo anni di perdonismo - rimarca l’avvocato Domenico Musicco, legale dell’associazione familiari e vittime delle strada -. Con la nostra presidente, Giuseppa Cassaniti Mastrojeni, abbiamo insistito perché si attuasse questa inversione di tendenza, che da un lato, con la sospensione della patente fino a quattro anni, rappresentasse un valido deterrente contro la malaguida e dall’altro costringesse le assicurazioni a sborsare subito una parte di quei risarcimenti che fino a ieri diventavano oggetto di scontro e di resistenza fino all’ultimo grado del giudizio». E adesso? «Adesso - è la conclusione di Andrea Dan - dobbiamo impegnarci un po’ tutti a recuperare il tempo perduto. Ogni anno ci sono nel nostro Paese settemila vittime della strada, che significa settemila famiglie che perdono figli, genitori, parenti negli incidenti. Pezzi della nostra vita che non ci potrà restituire nessuno. Ma quelle croci, sparse per le strade d’Italia, da oggi almeno non sono più soltanto i numeri di un’agghiacciante e sterile statistica. Sono valori. Valori e affetti sottratti, spesso per follia o imprudenza, alla società e ai propri cari».