«Sì a una legge che vieti di staccare il sondino»

«Mi sembra che i tempi siano maturi. Probabilmente ci si arriverà solo in primavera. Ma la gente ci sta chiedendo di fare chiarezza. E se non rispondessimo a questa esigenza, il Paese non capirebbe».
Come giudica la proposta del sottosegretario Roccella, che immagina una norma in cui il malato non possa rinunciare ad alimentazione e idratazione?
«Ci tengo a sottolineare che il no alla sospensione all’idratazione e all’alimentazione era già presente in alcuni disegni del Pd, nella precedente legislatura. In ogni caso, se questi sono gli obiettivi di un disegno di legge, io li condivido».
E l’autodeterminazione che fine fa?
«La libertà del paziente riguarda la scelta dei trattamenti, non il rifiuto del sostegno vitale».
Qualcuno ritiene che tenere in vita una persona in stato vegetativo permamente sia una crudeltà.
«Infatti noi parliamo di "idratazione assistita" e "non artificiale". Si tratta semplicemente di assistere un malato nello svolgimento di una funzione vitale. Nel caso di Eluana è vero che il nutrimento giunge con un sondino, ma è vero anche che il suo organismo è perfettamente in grado di assimilarlo. Per noi idratazione e nutrizione non sono terapie, ma sostegni vitali».
Pare che molti italiani siano d’accordo con la Cassazione. Eppure lei ha definito «vergognoso» il sondaggio del Tg1. Perché?
«Mi è sembrato inopportuno nel giorno in cui si è pronunciata la Cassazione».
Crede che gli italiani siano favorevoli a tenere in vita Eluana?
«Credo che nell’opinione pubblica, insieme alla grande comprensione nei confronti del padre, al quale va la nostra stima, non ci sia altrettanta comprensione nei confronti della decisione della magistratura».
Anche lei, come la Roccella, pensa che non si ci possa fidare delle volontà espresse da un individuo anni prima?
«Non si può trattare l’uomo come se fosse dotato di intelligenza e volontà impregnati di una razionalità senza tentennamenti».
Cioè si può cambiare idea nel tempo?
«Le nostre decisioni dipendono dalle emozioni e dalle situazioni che stiamo vivendo. Anche Eluana si è espressa sull’onda emotiva dell’incidente accaduto a un amico. per questo noi crediamo che il consenso vada rinnovato esplicitamente ogni tre anni».
GaCe