A S. Margherita per un mago che guarisse la figlia dalla polio

Il giornalista Marco Massa rievoca, in modo preciso e documentato, i soggiorni di Benito Mussolini in Liguria. Tra le fonti, l'Archivio di Stato di Genova, articoli di quotidiani come «Il Lavoro», «Il Mercantile», «Il Secolo XIX», e il diario di Galeazzo Ciano. Numerose foto d'epoca, belle e austere nel loro bianco e nero, documentano l'accoglienza al Duce in strade e piazze pavesate a festa e gremite di folle acclamanti, ma anche momenti privati, come le vacanza della famiglia Mussolini al mare, sulla spiaggia di Levanto, negli anni Venti.
È uno squattrinato insegnante di francese il venticinquenne Benito che arriva a Oneglia nel 1908, con abiti lisi e malvisto dai carabinieri, che lo considerano un pericoloso sovversivo. Già dotato però di sufficiente ambizione e carisma per entrare nelle simpatie dei socialisti locali, di cui condivide la fede politica, tanto da vedersi offrire la direzione del periodico «La Lima».
Nel 1914, invitato dal quotidiano «Il Lavoro», tiene a Genova un comizio fortemente contestato a favore dell'entrata in guerra dell'Italia. Torna nel 1918 e inaugura la redazione genovese del quotidiano «Il Popolo d'Italia», da lui fondato e suo strumento politico.
Come Capo del Governo, incontra a Rapallo il ministro degli esteri britannico Austen Chamberlain nel 1925. L'anno successivo compie la prima visita ufficiale a Genova, dove arriva via mare, accolto festosamente. Il resoconto del «Corriere Mercantile», che mostra - come sottolinea l'autore - l'enfasi e l'adulazione con cui la stampa parlava di Mussolini durante il Ventennio, ci permette oggi di capire come si mobilitava la nostra città in queste occasioni, con luminarie e coreografie. Significativo il fatto che già allora si studiasse come avvicinare la Lombardia al porto di Genova, attraverso la «camionale».
Il 14 maggio 1938 la seconda visita ufficiale è un trionfo per il Duce, al culmine della popolarità. In piazza della Vittoria affollata, con le vie limitrofe, da ben 350.000 persone, Mussolini pronuncia il discorso in cui rivela l'intenzione di allearsi con la Germania. Dopo i primi bombardamenti, a guerra appena iniziata, il 29 giugno 1940 visita in incognito i feriti ricoverati all'ospedale di Sanremo. Il 12 febbraio 1941 incontra Francisco Franco a Bordighera per tentare, senza successo, di convincere il Caudillo ad entrare in guerra a fianco di Italia e Germania. «In incognito e blindato» il 9 agosto 1944 avviene l'ultimo passaggio nel Levante ligure di quello che è ora il «Capo virtuale della Repubblica sociale di Salò».
Il capitolo intitolato «Tra leggenda e realtà» riporta alcune curiosità tramandate oralmente, senza quindi un riscontro certo, sulla vita privata di Mussolini: soggiorni riservati a Santa Margherita in quella che allora si chiamava «Villa Palazzo», contatti con un guaritore locale perché curasse la figlia Anna Maria colpita da poliomielite, visite in segreto a Sanremo all'inizio degli anni Trenta per incontrarsi con Lady Daisy Boyd Ogle, con cui pare avesse una relazione.
Marco Massa, «Mussolini e la sua Liguria», De Ferrari Editore, pagg. 126, Euro 14.