«Sì, la monaca è stata violentata»

Una prima «importantissima e validissima» conferma in ordine all’attendibilità intrinseca del racconto della suora, è venuto dagli esiti degli accertamenti ginecologici eseguiti sulla religiosa dalla dottoressa incaricata dal Tribunale di Cosenza. Al termine della perizia la ginecologa ha concluso che le condizioni della suora sono «compatibili» con un eventuale fatto traumatico conseguenza di una violenza sessuale. Nel dettaglio la dottoressa scrive testualmente nel suo rapporto: «Pur riconoscendo che la maggior distensibilità non ha valore assoluto per la diagnosi, in quanto estremamente variabile su base congenita, si sottolinea comunque la assoluta compatibilità del reperto con la denuncia presentata dalla donna e si nota che, pur nell’ambito di detta variabilità individuale, una così completa cedevolezza del canale vaginale è più frequentemente associata, nella pratica clinica, a esiti di attività sessuale completa e ripetuta». Nella relazione del perito medico non manca un particolare drammaticamente significativo: «Mentre la suora si spoglia le comunico che dovremo eseguire delle foto». Al che la religiosa ha un sussulto: «Mi hanno fotografato (durante gli stupri ndr), è stato terribile, non posso farlo ancora».