«Sì, nel nuovo James Bond mi alleo con Daniel Craig»

L’attore parla di Quantum of Solace, l’ultimo episodio della saga di OO7, e del film che vuole produrre

da Ischia

«Dopo 21 anni tornerò alla regia». L'annuncio, Giancarlo Giannini, che il 7 novembre rivedremo nei panni di Rene Mathis nel nuovo episodio di 007, Quantum of Solace, lo dà all'Ischia Film festival, dove l'attore ha ritirato un premio. Una toccata e fuga, la sua: dodici ore in tutto. Alle 9 di mattina, Giannini, è già pronto a riprendere il motoscafo che lo riporterà a Roma. Camicia a righe, capelli brizzolati e barbetta incolta, che a detta di una signora del posto lo rendono ancora più affascinante, l'attore di Mimì metallurgico oltre a dirigerlo, questo film ancora senza titolo, lo produrrà anche: «Sto raccogliendo finanziamenti», dice Giannini, che compirà 66 anni il primo agosto prossimo. «Sono arrivato all'85/90 per cento del budget previsto. E a questo punto, riti scaramantici a parte, posso dire che il film si farà».
A spingerlo a rimettersi in discussione come regista dopo l'unica e non felice esperienza di Ternosecco è stata la storia di questa pellicola, scritta insieme con un giovane sceneggiatore: «Una storia d'amore, oltre l'amore. La passione tra un uomo di una certa età e una ragazza. Ci ho creduto subito a questo racconto, e sto facendo l'impossibile per realizzarlo». Al suo fianco Giannini, che prossimamente farà il medico in una fiction di Canale 5 «perché la tv mi diverte e mi aiuta a pagare le tasse», non ha ancora deciso chi ci sarà: «Ma presto comincerò i provini. Voglio un'attrice bella ma soprattutto brava a recitare».
Facile. A dirsi. Perché Giannini, insegnante di recitazione al centro sperimentale di cinematografia, sa come vanno certe cose. «Ai miei allievi dico di metterci impegno, passione. Di amare questo lavoro per il gusto di farlo. Altrimenti meglio lasciar perdere. Glielo ripeto ogni giorno: ve lo sconsiglio di cuore e se non siete convinti cambiate mestiere. Se poi più che recitare vi interessano solo soldi e popolarità, allora scegliete delle scorciatoie. Ce ne sono tante: il Grande fratello, Miss Italia». Lo dice con rabbia e con amarezza, Giannini. Da grande attore qual è, quasi un sopravvissuto della vecchia guardia, ricorda cos'era il cinema italiano di una volta: «Qualcosa di straordinariamente bello. Eravamo dei maestri e gli americani ci copiavano. Alla prima di ET Spielberg mi rivelò di aver rubato l'idea delle bici volanti a De Sica. Adesso invece le parti si sono invertite. Giochiamo al risparmio su tutto: dagli scenografi ai direttori della fotografia. E siamo noi a dover seguire gli insegnamenti di Hollywod».
Se non da un punto di vista creativo, quanto meno da quello organizzativo. Dice Giannini, proprio a proposito del film su 007, che aveva già interpretato due anni fa, nel primo episodio: «Lì è tutto definito nei minimi dettagli. Unico attore italiano a Panama, dove ho girato per diverse settimane, sono stato sottoposto a decine di vaccinazioni, a controlli medici. Nelle produzioni americane un attore non può permettersi il lusso di ammalarsi: per Hollywood sarebbero soldi persi in attesa che si ristabilisca. Pensi che io già avevo in mano il piano di lavorazione per tutto il mese. Scandito ora per ora».
Panama, dunque. E li che riparte, venti minuti dopo la conclusione del primo, il secondo episodio di agente 007 Casinò Royale, Quantum of Solace. James Bond attraversa l'oceano per ritrovare Mathis, la spia nemica interpretata da Giannini, e chiedergli una mano per incastrare uno spregiudicato uomo d'affari che vuole il controllo delle risorse naturali di tutto il mondo. «E il mio personaggio questa mano gliela darà. Come da contratto, però, altro non posso dirle. Altrimenti la produzione di 007 non mi paga più». A Giancarlo Giannini riusciamo solo a strappare ancora una virtuale classifica sui migliori 007 della storia: «Primo Sean Connery, inarrivabile. E poi Daniel Craig. Sembrava un Bond poco credibile, si è rivelato un attore affascinante e pieno d'energia. Durante le scene d'azione si muoveva con sorprendente agilità».
Giannini accetta spesso e volentieri di lavorare con Hollywood. Suo figlio Adriano, invece, sei anni fa si è fatto pregare per interpretare, al fianco di Madonna, il remake di Travolti da un insolito destino. Ricorda Giancarlo: «Quando gli proposero questo film a inizio carriera venne da me per chiedermi un parere, aggiungendo: “Sai papà, mi disse, quasi quasi rifiuto la parte”. Io lo guardai fissi negli occhi ed esplosi. Ma sei matto?, risposi. Prima non volevo facessi l'attore ma adesso che hai deciso davvero non ho più nulla in contrario. Però se vuoi continuare non puoi dire di no. E poi io anche solo per il gusto di prendere a schiaffi Madonna, un film del genere lo interpreterei anche gratis».