Sì, il porto è ancora quello: arsenico e vecchie promesse

«Però il porto è ancora quello» titolava, anni fa, un suo libro il professor Decio Lucano, parafrasando - lui, in qualche modo allievo prediletto di Vittorio G. Rossi - il giudizio del Maestro di giornalismo e di vita che aveva sentenziato: «Però il mare è ancora quello». Un atto di fede nella legge di natura, da parte di Rossi, che si trasfigurava, in Lucano, in una sorta di appello appassionato a riflettere, destinatari tutti, «genovesi e foresti»: perché si impegnassero a pilotare lo scalo (e la città che lo ospita, qualcuno dice «lo sopporta») remando in sintonia per lo sviluppo dell’economia locale e nazionale e dei posti di lavoro. Pareva, a un certo punto - diciamo all’epoca del faticoso varo del Piano regolatore portuale, del tandem (...)
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