«Sì, è proprio vero: siamo più perfide ma solo a parole»

Rita Rusic, lei è un boss delle produzioni cinematografiche. Davvero le donne capo sono così perfide?
«No. Esistono capi più o meno cattivi, uomini e donne. Però il capo comanda: quindi è leggermente antipatico».
È la sua natura allora?
«Impartisce ordini: perciò lascia poco spazio al divertimento. In inglese esiste l’aggettivo bossy, cioè un po’ comandino. Non deve essere cattivo, ma dev’essere un boss».
Le donne sono più cattive?
«No, è solo che siamo meno abituati a farci comandare dalle donne. E questo vale soprattutto per gli uomini».
I capi donna sono più rigidi con le colleghe?
«No. Ma noi donne siamo poco solidali e un po’ invidiosette: allora la donna capo ci dà più fastidio. Invece dovremmo essere soddisfatte di vedere una donna al comando: è di buon auspicio».
Mai avuto capi donna?
«Non ho mai avuto capi. Ho iniziato a vent’anni nell’azienda di famiglia».
Lei che capo è?
«Un po’ rigida, ma molto “democratica”».
Le doti di un boss?
«Deve ascoltare tutti. Ma poi deve anche decidere da solo, perché è sua la responsabilità di eventuali errori».
Le donne sono più esigenti?
«Non direi. Forse sono solo più perfide. È nella nostra natura: siamo taglienti nelle parole, ma poi contano i fatti».
Quindi è solo un pregiudizio?
«È una mentalità: una donna che comanda è giudicata più duramente. Ma magari ce ne fossero tante. C’è ancora molta strada da percorrere, se iniziamo a criticarci così presto...».
Lavora con molte donne?
«Abbastanza. Non trovo differenze. Forse il tradimento di una donna ci ferisce di più. Ma si sa: business is business».