Sì alla riforma della Costituzione per tagliare il numero dei parlamentari

La Costituzione vigente dal 1948 – incensata dagli altissimi e privilegiati esponenti del Palazzo, quasi fosse un testo perfetto – contribuisce al costo eccessivo della politica (gravante sul cittadino), perché prevede un numero esorbitante di parlamentari: 630 deputati (art. 56), 315 senatori elettivi (art. 57) e i senatori a vita - ex Presidenti della Repubblica, più 5 nominati da questi (art. 59).
Gli Usa hanno 535 membri elettivi del Congresso (435 alla Camera dei rappresentanti, 100 al Senato) su una popolazione di circa 293 milioni ab.: un rapporto di circa 548mila abitanti per ogni membro del Congresso; rapporto che, applicato all’Italia (abitata da circa 58 milioni), determinerebbe 106 parlamentari. L’insieme effettivo dei deputati e senatori italiani (952) ammonta invece a ben 9 volte tanto.
La Riforma della Costituzione, oggetto del referendum, evita l’attuale «bicameralismo perfetto» (secondo il quale, un ramo del Parlamento è doppione dell’altro, con enormi lungaggini nella doppia approvazione d’ogni legge su testo identico) e riduce di 175 il numero dei parlamentari eletti. Riduce pure il numero dei 5 senatori a vita a 3 «deputati a vita». Gianfranco Nibale - Padova