Sì alla selezione genetica contro il cancro

Due coppie britanniche, provenienti da famiglie colpite da molti casi di cancro, potrebbero essere le prime a ricevere il permesso di ricorrere alla procreazione assistita con una analisi preventiva degli embrioni, in modo che i loro figli siano più protetti contro il tumore. La controversa domanda di selezione degli embrioni è stata presentata l’altro giorno all’University College Hospital di Londra e dovrebbe essere approvata entro un mese dall’Autorità per l’embriologia e la fertilizzazione umana (Hfea), che ha già dichiarato di essere in via di principio favorevole. Nel caso di via libera, per la prima volta le analisi permetteranno di selezionare gli embrioni che sono privi di un gene responsabile di una più alta probabilità di ammalarsi di tumore, il «Brca1». Ma, secondo i critici, se la richiesta venisse approvata, si rischia di scivolare lungo il crinale dell’eugenetica. E altri criticano la distruzione di molti embrioni che, se impiantati nell’utero di donne sane, permetterebbe di dare alla luce dei bambini senza che siano particolarmente esposti al rischio di sviluppare il cancro.