Sì al sesso in carcere: una cella dell’amore riservata ai detenuti

Il modello di una cella destinata al sesso per i detenuti, già sperimentato con successo in un carcere in Austria, fa scuola e sbarca da febbraio anche nel penitenziario di massima sicurezza di Stein, nella Bassa Austria. Ufficialmente destinato al ricongiungimento delle famiglie per detenuti che devono scontare lunghe condanne e non godono del beneficio della libera uscita.Il progetto pilota era partito tempo fa nel carcere modello di Leoben, in Stiria, ma dato il successo sarà introdotto ora anche nel supercarcere di Stein che ospita circa 800 detenuti. A partire dalla metà di febbraio, il famoso penitenziario sul Danubio sarà integrato con dei mini appartamenti di 20 mq ciascuno attrezzati con tanto di angolo cottura, tavolo da pranzo con sedie, tv, divanetto e box doccia. La filosofia è quella della «risocializzazione» dei detenuti per quando avranno finito di scontare le loro condanne e dovranno essere reintegrati nella società. Il direttore del carcere Friedrich Novak mette le mani avanti contro eventuali critiche di eccessivo permissivismo: risocializzazione sì mercimonio no: «Non diventeremo sicuremente un bordello», ci tiene a precisare. L'accesso a prostitute sarà interdetto. Ogni visita dovrà essere preceduta da una richiesta e le visite potranno svolgersi al massimo ogni tre mesi.