Sì unanime al programma di recupero delle periferie

Il consiglio regionale approva gli articoli 11. Gli stanziamenti superano i 1.800 milioni di euro

Marzio Fianese

Corviale, Labaro-Prima Porta, Magliana, Primavalle-Torrevecchia, San Basilio, Tor Bella Monaca: sono i quartieri della periferia romana, spesso degradati, che conosceranno un programma di recupero urbano in virtù dell’articolo 11 del decreto legislativo 5 ottobre 1993 n. 398 convertito con modificazioni nella legge 4 dicembre 1993 n. 493, approvato ieri con un «sì» unanime dalla Pisana.
Frutto di accordo tra Regione Lazio e Comune di Roma, l’attuazione degli articoli 11 entra adesso nella fase attuativa. Con la legge approvata ieri dal consiglio regionale - undici ambiti territoriali centrati sulle periferie e incardinati nella legge sull’edilizia residenziale pubblica -, verranno autorizzate deroghe di interventi su aree del Comune di Roma dove esiste un vincolo paesistico.
Obiettivo è riconnettere al tessuto urbano attraverso progetti mirati, le zone periferiche della città che presentano degrado, abusivismo e infrastrutture insufficienti a garantire la mobilità, lo sviluppo, i servizi scolastici e la tutela dell’ambiente.
Lo stanziamento totale a disposizione degli investimenti pubblici e privati ammonta a 1.830 milioni di euro.
Il vicepresidente della giunta e assessore all’Urbanistica ha illustrato in consiglio il provvedimento e ha replicato agli interventi dei consiglieri di maggioranza e di opposizione. «Si tratta - ha affermato Pompili - di un complesso di opere che daranno occupazione a 6.100 persone, che diventeranno 6.300 una volta ultimati i lavori. Il tempo medio di realizzazione di ciascun piano di recupero sarà di quattro-sei anni e l’insieme degli interventi interesserà qualcosa come 7mila ettari di territorio».
Il senso della votazione all’unanimità la spiega il capogruppo di Forza Italia Raffaele D’Ambrosio: «Siamo convinti della necessità di recupero urbanistico delle periferie perché Roma non sia capitale solo per il suo centro storico, ma per l’intera città, che è fatta anche di quartieri che sono sorti al di fuori di regole urbanistiche certe».
Per i consiglieri regionali dei Ds Claudio Mancini e Giovanni Carapella, «la giunta Storace, per contrapporsi al Campidoglio, aveva chiuso gli articoli 11 in un cassetto e ne aveva sbloccati appena tre, per altro in periodo elettorale» e invece «si tratta di progetti importantissimi, che sbloccano risorse pubbliche e private che permetteranno la riqualificazione di quartieri importanti, un’iniezione salutare per l’economia della Capitale e un altro, forte, segno della qualità di governo che stiamo imprimendo all’azione della Regione: rapidità nelle decisioni, collaborazione con gli enti locali, un’attenzione costante alle tematiche che riguardano la qualità della vita e lo sviluppo della Regione». Replica il capogruppo della Lista Storace Fabio Desideri per il quale l’approvazione di ieri «è il giusto completamento burocratico del lavoro ben svolto dell’amministrazione Storace che ha avviato un percorso normativo di cui Marrazzo e la sua giunta devono prendere atto».
Per il capogruppo Udc e ex assessore regionale all’Urbanistica Luciano Ciocchetti, «la maggioranza dovrebbe ringraziarci: senza le modifiche alla legge regionale 24/98 sui piani paesistici apportate dal centrodestra nella precedente legislatura sarebbe stato impossibile per l’attuale maggioranza approvare gli articoli 11».