Sì unanime in Senato al decreto contro la violenza nel calcio

Roma - Sì unanime del Senato al decreto legge contro il calcio violento. Il provvedimento è stato approvato con 246 sì e 5 astenuti. Il decreto ora andrà all'esame della Camera. Giro di vite contro i tifosi violenti ma pugno di ferro anche contro gli striscioni a contenuto razzista. Questi alcuni punti salienti del decreto antiviolenza negli stadi il cui esame è iniziato stamani nell'aula del Palazzo Madama e che sarà approvato, con ogni probabilità, martedì prossimo.

Tifosi violenti Chi provoca lesioni gravi o gravissimi a pubblico ufficiali in servizio di ordine pubblico verrà punito, sulla base dell'art. 583 bis, con pene dai 4 anni e 6 mesi ai 10 anni e 6 mesi per le lesioni gravi e da 9 anni a 18 anni per lesioni gravissime. Sino ad oggi nel primo caso la pena andava da 3 a 7 anni, nel secondo da 6 a 12 anni.

Striscioni a contenuto razzistico Pene da 1 a 5 anni saranno comminate a quei tifosi che espongono striscioni di contenuto razzistico o che richiamano organizzazioni i cui membri sono stati condannati per reati commessi in occasioni di manifestazioni sportive.

Flagranza di reato Confermata per la polizia la possibilità di arresto in flagranza di reato differita fino a 48 ore per chi commette reati in occasione di manifestazioni sportive. Prima erano 36.

Daspo Aumenta anche il Daspo, cioè la diffida ad assistere ad eventi sportivi. Il provvedimento resta applicabile anche ai minorenni e andrà da 1 a 5 anni se firmato dal questore, fino ad oggi il massimo era di 3 anni, e da 2 ad 8 anni se emesso dal giudice, fino ad oggi il minimo era 3 mesi.

Biglietti Resta il divieto per le società di vendere direttamente o indirettamente biglietti in blocco alle società ospitate. Scende da 10 a 4 il numero dei biglietti che potrà essere acquistato da una singola persona.

Steward I club dovranno inviare al prefetto gli elenchi con i nomi di chi svolge la funzione di steward per verificare se esistono i requisiti per svolgere tale compito.

Stadi La messa a norma degli stadi, con i relativi oneri economici, sarà a carico delle società. Il tetto massimo di capienza oltre il quale gli stadi devono adeguarsi alle norme previste dal decreto Pisanu scenda da 10mila a 7.500.