S. V.

Deve aver letto Flaiano. La situazione è grave ma non seria. Mette la palla in corner, secondo abitudini italiane, non affronta l’avversario (auditel, limiti del festival, scelte sbagliate) anche entrando a piedi uniti. Pensa di cavarsela a prescindere in quanto direttore, non conosce l’autocritica e conclude la sua giornata proprio quando dovrebbe incominciare. Si accomoda in prima fila all’Ariston invece di stare dietro la baracca, dalle 9 alle due di notte, per dirigere, intervenire, correggere.