Il sì di Zucchero «Canto a Parigi»

Altro che «adesione senza partecipazione». Lui ci sarà. A Parigi ma ci sarà. Figurarsi se Zucchero si sarebbe perso questo concerto, visto che lui è probabilmente l’artista italiano più «aderente e partecipe» agli eventi internazionali che hanno la filigrana della solidarietà (vera). Quindi il 2 luglio parteciperà al Live 8 sul palco di Versailles perché, come ha detto ieri, «proprio a Parigi sto lavorando sul mio nuovo ciddì». Talvolta pizzicato per la sua veracità senza mezzi termini, inzuccherato per le glorie da classifica ma minimizzato per l’enfasi blues della sua musica, Zucchero è però uno che non si tira mai indietro, che ci mette faccia e fatica per dare seguito alle parole, specialmente se sono parole importanti. D’altronde dopo aver partecipato, tra l’altro, a varie edizioni dei concerti 46664 organizzati in Sud Africa, a Madrid e a Tromsö in Norvegia a favore della Fondazione Nelson Mandela oppure al Net Aid con Bono a New York, stavolta era ancora più difficile dire di no. Zucchero è un caciarone emotivo, oltre che un artista di lungo corso, e quindi non limiterà la sua apparizione sul palco di Versailles a un semplice vernissage da copione. Il suo sarà come al solito, nel bene e persino nel male, lo show appassionato di un cantante che non mette barriere tra sé e la sua arte.

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