Sabato partono i saldi nella capitale: il primo vero banco di prova sulla crisi

Sei settimane di saldi a partire da sabato 3 gennaio. Tutto pronto, o quasi, a Roma e nel Lazio per l’avvio dello shopping con lo sconto. Vero o presunto. In ballo le sorti del traballante comparto abbigliamento, il più colpito dalla crisi economica generale. Intanto si azzardano rosei pronostici: ogni famiglia, secondo Confesercenti, spenderà in media 450 euro.
Ma l’anticipo di una settimana circa dell’avvio delle vendite, dovuto alla nuova legge regionale, è visto come un problema per la Confesercenti Roma: «Il continuo anticipare l’inizio di questa vendita speciale, che per sua propria natura è legata alle stagioni e non a situazioni contingenti o soggettive, rischia di snaturare il tipo di occasione oltre che creare ulteriore confusione nei consumatori». Confesercenti riconosce però, «l’esigenza di armonizzare l’avvio dei saldi nelle diverse regioni, tant’è che si sta procedendo con il Parlamento affinché si arrivi all’identificazione di un’unica data nazionale per questo tipo di vendita».
«La nuova norma, dunque, pur contenendo questo aspetto non condiviso - prosegue Confesercenti - riconosce tuttavia un valore a questo tipo di vendita introducendo alcuni elementi come l’abrogazione dell’obbligo di comunicazione al Comune, la specifica su quali merceologie possono utilizzare il termini saldo per indicare la vendita speciale e precisamente solo quelle attinenti al settore abbigliamento, calzature e pelletteria. E poi una più chiara disposizione che colpisce chi non rispetta le regole, anticipa i saldi, con inviti e comunicazioni non consentite. Confesercenti chiude invitando i consumatori a «rivolgersi in via prioritaria ai negozi di fiducia per realizzare un acquisto in saldo sicuro».
Un parere illuminante è quello dell’esperto Renato Borghi, presidente della Federazione Moda Italia: «L’andamento fortemente negativo delle vendite autunno/inverno ha determinato elevate giacenze e quindi la disponibilità di un’offerta molto ampia. Questo, accompagnato a sconti che mediamente saranno attorno al 40 per cento, ci porta a previsioni abbastanza ottimistiche sull’andamento dei saldi invernali 2009 pur tenendo conto di un contesto di consumi che restano, al di là del leggero recupero delle vendite natalizie, piuttosto deboli».
Comunque, per il corretto acquisto degli articoli in saldo Confcommercio ricorda (se ce ne fosse ancora bisogno), alcuni principi base. Cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo l’acquisto è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme. In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto. Prova dei capi: non c’è obbligo. È rimesso alla discrezionalità del negoziante. Pagamenti: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante qualora sia esposto nel punto vendita l’adesivo che attesta la relativa convenzione. Prodotti in vendita: i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo. Salve specifiche disposizioni regionali, è possibile porre in vendita capi non appartenenti alla stagione in corso. Indicazione del prezzo: obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale.