Saberi lascia l'Iran per Vienna

La giornalista irano-americana, dopo la riduzione della condanna per spionaggio e la liberazione, ha lasciato Teheran nella notte ed è sbarcata in Europa. "Questo Paese ha fatto tanto per me". Potrebbe raggiungere il marito regista Ghobadi a Cannes

Vienna - Via dall'Iran. Roxana Saberi è arrivata a Vienna. Le prime parole della giornalista irano-americana liberata lunedì scorso dopo la riduzione in appello della condanna per spionaggio che l’aveva fatta finire in carcere sono state di ringraziamento per la diplomazia austriaca. "L’ambasciatore dell’Austria a Teheran è stato di grande aiuto e vorrei ringraziarlo" ha detto la Saberi all’arrivo in aeroporto. Accompagnata dal padre Reza, dalla madre e dai fratelli, è partita alle 4.40 di Teheran con un volo Lufthansa/Austrian Airlines. Poco prima che il volo lasciasse la capitale iraniana, un amico della famiglia Saberi, Payam Mohepi, ha riferito che "Roxana sta bene ed è felice. Al momento - ha aggiunto Mohepi - non ha ancora pensato se tornare o meno in Iran".

In Austria La giornalista, 32 anni, appena sbarcata ha detto di avere intenzione di trattenersi "qualche giorno a Vienna, perché è un luogo calmo e rilassante". Non ha dato altri dettagli sul suo programma per i prossimi giorni. C’è chi però ha ipotizzato che Roxana possa andare al Festival del cinema di Cannes, dove ieri sera ha avuto grande successo la proiezione di Non si sa nulla dei gatti persiani, film diretto dal compagno della giornalista, l’iraniano Bahman Ghobadi. La pellicola, girata a Teheran in clandestinità, parla delle peregrinazioni di due musicisti che cercano di formare un gruppo nella capitale iraniana.

La sua storia Roxana Saberi, nata e cresciuta negli Usa, ma dotata di passaporto iraniano, ha lavorato a Teheran come freelance per diverse testate tra le quali la Bbc e la radio americana National Public Radio (Npr), era stata arrestata alla fine di gennaio con l’accusa per aver lavorato in Iran nonostante le fosse scaduto l’accredito come giornalista. È stata poi condannata a 8 anni di prigione per spionaggio in favore degli Stati Uniti. La sua condanna ha suscitato proteste in tutto il mondo. Lo stesso presidente Barack Obama ne chiese la liberazione. In appello la condanna è stata ridotta a due anni con la condizionale e lunedì la Saberi è stata liberata. Uno dei suoi avvocati ha reso noto che la giornalista era effettivamente entrata in possesso di un rapporto segreto della presidenza iraniana sulla guerra in Irak.