Sabina, Elfrida e Edith

Sabina è un bel nome romano, e può contare su sei sante così chiamate. Una di queste è la Sabina di oggi, che però è la trascrizione latina di chissà qual nome celtico. L'origine celtica è, certo, più evidente nelle altre due sante di oggi, Elfrida ed Edith. Ma della celticità della Sabina odierna non possiamo dubitare, dal momento che le tre erano sorelle. Erano figlie di Genolfo, re britannico della Mercia. Agli inizi del secolo IX le tre giovani si convertirono al cristianesimo e vollero intraprendere un pellegrinaggio alla tomba degli Apostoli, a Roma. Il re loro padre aveva già fatto i suoi piani per maritarle secondo il loro rango ma, per una volta tanto, fece buon viso a cattivo gioco e, di fronte al loro rifiuto di maritarsi coi rispettivi prescelti, diede loro il permesso di partire. Sabina, Elfrida ed Edith, con i loro accompagnatori, traversarono dunque la Manica e sbarcarono nelle Fiandre, dove poterono alloggiare per qualche giorno nel monastero femminile di Cassel. Ripresero poi il viaggio in tutta tranquillità. Ma avevano fatto i conti senza quei tre che avevano chiesto (e ottenuto dal re Genolfo) la loro mano e che all'ultimo momento si erano visti sbattere la porta in faccia dalle tre donzelle. Quelli erano pagani e non concepivano neppure che una donna potesse rifiutare le nozze a cui il padre l'aveva destinata. Così, decisi a lavare l'affronto col sangue, tesero un agguato alle tre principesse nella foresta di Caestre, vicino a Hazebrouck, e le uccisero. Correva l'anno 819. Sul posto venne poi eretta una cappella detta delle Tre Vergini.
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