Sabrina disperata: «Volevo bene a Sara Mio padre mi sta incastrando»

Lacrime di disperazione, parole di rabbia. Così Sabrina Misseri, finita in carcere per l’omicidio della cugina Sarah Scazzi compiuto il 26 agosto ad Avetrana, attende che il tribunale del Riesame di Taranto decida sulla richiesta di annullamento della custodia cautelare presentata dalla difesa. «Mio padre mi sta incastrando», dice questa ragazza di 22 anni che secondo gli inquirenti avrebbe ucciso e depistato lanciando appelli in televisione e organizzando fiaccolate. Contro di lei, che oggi sarà in aula, ci sono le rivelazioni di suo padre, Michele Misseri, l’agricoltore che nella sua ultima confessione ha raccontato che la nipote è stata strangolata dalla figlia mentre lui è intervenuto dopo per nascondere il cadavere. E ieri la moglie Cosima ha incontrato il marito in carcere.