Sabrina Ferilli è «La provinciale»: «In Rai clima da Camel Trophy»

L’attrice: «Era prevista in autunno, ci hanno fatto fare le corse per il doppiaggio». Saccà: «Tutto pianificato con cura»

Pedro Armocida

da Roma

È un progetto ambizioso quello della Rizzoli Audiovisivi che con la collana «I grandi romanzi italiani del Novecento», insieme a Rai Fiction, sta portando sul piccolo schermo i capolavori della nostra letteratura. Si era iniziato l'anno scorso con Il bell'Antonio di Vitaliano Brancati, ora è la volta de La provinciale di Alberto Moravia mentre è in preparazione Le ragazze di San Frediano di Vasco Pratolini. Ad interpretare Gemma Foresi, ragazza semplice, la «provinciale» appunto, è stata chiamata Sabrina Ferilli che diretta da Pasquale Pozzessere è alle prese con un ruolo complesso, pochi dialoghi e molta voce fuori campo. La macchina da presa più volte insiste sui suoi primi piani per svelare il complesso mondo emotivo di questa bella ragazza di provincia, siamo ad Orvieto, che negli anni '50 tenta di legarsi all'aristocrazia romana per fuggire alla monotonia del paese. «È un personaggio - spiega Sabrina Ferilli - che rimane in un clima di sospensione, in attesa di qualcosa che poi non arriva. Guardata a vista da dietro le tende degli abitanti del paese, tra pettegolezzi e malelingue. È stato curioso e inaspettato confrontarmi per la prima volta con un personaggio femminile così ermetico e che tiene tutto dentro». Inevitabile allora il riferimento diretto alla stessa Ferilli che dal paesino di Fiano Romano è approdata con successo nella Capitale. «La provincia - spiega - ti dà la possibilità di sentire emotivamente delle cose in maniera più forte, anche in tema di battaglie civili e sociali. Oggi però mi sembra più cattiva perché è diventata un po' metropoli». In onda in prima serata su Raiuno in due puntate, domenica e lunedì prossimi, La provinciale viene definita dai vertici della tv pubblica «un prodotto d'eccellenza». A rovinare però il clima di soddisfazione che si respirava ieri alla conferenza stampa ci ha pensato la stessa Ferilli che a sorpresa ha polemizzato: «Speravo che il film andasse nella prossima stagione. Poi solo dieci giorni fa ci hanno detto dell'imminente messa in onda. Sono stata molto sorpresa, tanto che abbiamo dovuto accelerare il doppiaggio in tutta fretta, sembrava di essere al Camel Trophy. I film in due puntate che si giocano tutto in 48 ore andrebbero seguiti con più cura». A nulla sono valse le spiegazioni dei dirigenti Rai che hanno addebitato «ai faccia a faccia elettorali e alla Pasqua» la responsabilità della concentrazione tra aprile e maggio, ultima parte del periodo di garanzia pubblicitario, di alcune fiction. «Comunque - ha sottolineato Saccà, direttore di Raifiction - tutto è stato pianificato con cura». In effetti le parole accorate della Ferilli si spiegano col fatto che La provinciale si avvale di un cast tecnico e artistico di grande livello. A partire dagli attori come Stefano Dionisi, Enzo Decaro, Lisa Gastoni e un'inedita Barbara Bouchet, dai costumi di Gianna Gissi, dalla fotografia di Fabio Cianchetti, fino alle musiche di Ennio Morricone. E poi la sceneggiatura di Laura Toscano e Franco Marotta che ispirandosi abbastanza lontanamente al romanzo moraviano, immaginano una storia spostata negli anni '50 con i grandi casi di cronaca, come il delitto Montesi, e gli albori della dolce vita su cui cadeva la prima neve bianca della cocaina. In più è stata accentuata la componente gialla del romanzo, c'è di mezzo un assassinio eccellente, con l'inserimento del personaggio del commissario Rinaldi che non era presente né nel libro né nel film di Mario Soldati del 1953 con Gina Lollobrigida come protagonista.