Sabrina: "Torno alla commedia ero stufa di storie troppo serie"

Roma - Sabrina dolente e disperata. Sabrina luttuosa.e furente. Sabrina appassionata e tragica. «Sono questi i ruoli che interpreto, da qualche anno in qua. E che mi hanno reso quella che sono». Ma i suoi innumerevoli fan sanno che, da romana autentica, Sabrina Ferilli può dimostrare impeto nel drammatico quanto nel comico.
E come dimenticare che la sua straordinaria popolarità è nata proprio sotto il segno della commedia (La bella vita, di Paolo Virzì, accanto a Massimo Ghini, nell’ormai lontano 1994)? «Da un po' di tempo sentivo l'esigenza di cambiare registro, di tornare alle origini - spiega lei -. Non perché non ami più le storie serie. Ma perché sono un'attrice. E ogni tanto un'attrice deve anche sapersi trasformare».
Ed ecco allora Due imbroglioni... e mezzo!: prima commedia televisiva, dopo decine di fiction dai colori scuri, interpretata per Canale 5 (martedì 10 alle 21) dall'amatissima diva. «Sono stata felice di recitare in tanti drammi. Anzi, fortunata: poche attrici possono permettersi di scegliere liberamente come faccio io. Però il divertimento, la soddisfazione professionale che ti regala una bella commedia, è davvero qualcosa di speciale». E per l'esordio brillante in tv di Sabrina si sono fatte le cose in grande: soggetto del produttore Fulvio Lucisano, sceneggiatura di Fausto Brizzi (autore di Notte prima degli esami) col regista Franco Amurri, co-interpreti Claudio Bisio e il piccolo Gianluca Grecchi (reso popolare da Raccontami).

Tutto al servizio d'una favola ironica che «vorrebbe essere la sintesi - spiega Amurri - di due generi come la commedia all'italiana e il family americano, su disavventure e guai procurati da un protagonista bambino contrapposto a due adulti». Ed ecco allora la favola di una coppia di Bonnie and Clyde caserecci (la romana Ferilli e il padano Bisio) che, in apparenza duri e spietati, finiscono per rapire per errore un bambino (Grecchi), apparentemente angelico ma in realtà temibilmente pericoloso. Ne nasce una rocambolesca commedia on the road, ricca d'intrecci comici e garbo narrativo.
«Il motivo per cui ho accettato d'interpretarla è proprio Sabrina - racconta Claudio Bisio -. Ero curioso di vedere cosa sarebbe venuto fuori dall'unione di due tipi diversi - geograficamente, anagraficamente, caratterialmente - come noi». «Lui è schizofrenico, io indolente: immaginate la fatica per riuscire a contenerlo - scherza (ma non troppo) lei -. Però Claudio ha anche una dote professionale rarissima. È fuori da tutti gli schemi, da qualsiasi prevedibilità. Lavorare con un anarchico come lui è molto stimolante». Al punto che l'affiatamento dimostrato sul piccolo schermo, potrebbe risolversi in un bis. «Sì, forse è nata una nuova coppia televisiva», considera lui. «Mi piacerebbe - fa eco lei -. Purché ogni tanto lui si dia una calmata».

Girato sulla costiera amalfitana, interpretato anche da Carlo Buccirosso (il poliziotto sulle tracce dei due imbroglioni e «mezzo») e Simona Borioni (la madre del «mezzo»), il tv-movie di Canale Cinque potrebbe aprire una nuova fase, nella carriera della Ferilli in Mediaset. «Abbiamo in programma una serie brillante in sei puntate, ispirata a Mary Poppins, con me contornata da dieci bambini».

In questa scelta c'entra forse il disappunto con cui un anno fa l'attrice (attualmente impegnata nel secondo anno di repliche teatrali de La presidentessa) accolse la data di messa in onda de La provinciale su Raiuno? «No: quell'incidente è chiuso. Però è anche vero che sono due anni che la Rai non mi offre più un ruolo soddisfacente nelle sue fiction. E allora io vado là dove trovo idee interessanti».