Sacchi: «Pochi come Ricky»

E ora tutti stretti attorno a Kakà e alla sua scelta di restare in rossonero: società, compagni e tifosi del diavolo rossonero, nessuno escluso. «Ci siamo tolti un peso», esordisce il direttore dell’area tecnica milanista Leonardo, uno tra quelli ad essere stati più vicini al connazionale in queste difficili ore. «Ho provato una grande gioia, perché sono stati giorni difficili e si è rafforzato non solo il rapporto con Kakà ma anche il futuro del Milan. Così come con Gattuso ha pesato la determinazione del giocatore».
«È stata una scelta d’amore e questa è la cosa più bella - racconta un sorridente Shevchenko, all’uscita dai cancelli di Milanello -. Non si può paragonare alla mia storia perchè sono due situazioni diverse, ma in questi giorni abbiamo parlato tanto e lui mi ha fatto molte domande sull’Inghilterra: ma alla fine credo che abbia fatto la scelta giusta». Scelta giusta: è attorno a queste due parole che si snodano la moltitudine di commenti piovuti ieri sull’affaire Kakà. «Siamo soddisfatti - le parole del vice di Ancelotti, Mauro Tassotti -: Kakà è uno dei nostri giocatori più importanti ed è chiaro che siamo tutti contenti di come è finita».
Parole di elogio anche da Arrigo Sacchi, secondo cui «il comportamento di Kakà non è normale, e non solo per quello che riguarda il mondo del calcio. Non sono molti quelli che avrebbero fatto la stessa scelta, privilegiare la professionalità all’aspetto economico. Magari qualcuno dirà che guadagna già tanto, ma ha dimostrato di non essere avido, anteponendo ai soldi la qualità, l’amore della città». E persino il mondo della moda esulta per la scelta di Kakà: «Sono contento che Kakà resti al Milan: questa scelta dimostra che tipo è lui», spiega Giorgio Armani, uno che conosce molto bene il brasiliano, visto che è il testimonial della sua linea Emporio Armani Uomo.
Unica voce fuori dal coro, quella del presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis: «La verità su come si sono svolti i fatti - spiega - non la conoscerà mai nessuno. Mi auguro che sia prevalsa una scelta di cuore ma possono essere intervenuti altri fattori: non conosco il contratto che lega il giocatore alla società e le eventuali penali che avrebbe dovuto pagare». Mica tutti possono essere sempre contenti...
AnBi