Sacconi boccia Marrazzo: misure insufficienti

(...) era uscito piuttosto soddisfato dal ministero, dove era avvenuto l’incontro, durato poco più di quattro ore: la sua esposizione dei 28 provvedimenti illustrati gli era parsa sufficiente a convincere i tecnici ministeriali che fossero «adeguati e sufficienti» e si era detto fiducioso di ricevere dal governo un doppio sostegno: «nell’applicazione di tali provvedimenti» e «nello sblocco dei fondi». «Siamo di fronte ad una svolta, la sanità del Lazio, non tornerà ad essere più quella di prima, di questo ne sono certo», aveva concluso Marrazzo.
Una frase, quest’ultima, che aveva stimolato l’amara ironia di Fabio Desideri, consigliere regionale della Federazione dei Cristiano popolari. «Ha ragione il commissario Marrazzo a dire che siamo di fronte a una svolta per cui la sanità del Lazio non tornerà a essere più quella di primà. A causa dei suoi nuovi provvedimenti e a causa soprattutto del superticket mascherato da compartecipazione selettiva e della chiusura del San Giacomo e di altri nosocomi, il comparto assistenziale della nostra regione risulterà infatti stravolto. Con ovvie conseguenze per tutti».
Da parte sua il senatore Domenico Gramazio (Pdl), sembrava sentire già odore di bocciatura: «Ancora una volta Marrazzo, con le sue proposte, sembra essere il salvatore della sanità del Lazio; mi auguro che queste proposte presentate dal presidente Marrazzo siano approfondite, ricordando anche che molte di queste vanno contro i reali interessi dei cittadini del Lazio». Sicuro era infine Donato Robilotta, capogruppo regionale dei Sr: «Dal tavolo tecnico di monitoraggio per la valutazione dei provvedimenti sui conti della sanità del Lazio sicuramente emergerà che la manovra adottata da Marrazzo non riuscirà a coprire l’extradeficit che è pari a 400 milioni di euro». Le stesse conclusioni dei tecnici. Per la sanità laziale non sembra esserci uno spiraglio di luce.