Sacconi «Un Fondo sociale europeo più flessibile»

«Un uso più flessibile per il Fondo sociale europeo, almeno in via sperimentale, in questo periodo di crisi»: è quanto propone a gran voce il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, che ieri a Bruxelles ha avuto una serie di incontri, in particolare con il vicepresidente della Commissione, Antonio Tajani, e con il vicepresidente del Parlamento Ue, Gianni Pittella. Sacconi, che nei giorni scorsi è stato nominato coordinatore dei ministri del Welfare del Ppe, ha spiegato di avanzare la proposta «non solo a nome del governo italiano, ma anche di tutte le regioni e di tutte le parti sociali, con le quali è stato concluso di recente un accordo sulle linee guida che dovranno orientare la spesa per la formazione. La proposta - ha aggiunto il ministro - è stata accolta con disponibilità da parte di quasi tutti gli interlocutori. Confido nella spinta al cambiamento che viene dalla crisi. Noi abbiamo bisogno di una formazione per competenze, meno rigida, più di sostanza. Un sistema che richiede nuove procedure e corrispondenti controlli». Sacconi ha infine spiegato che riproporrà in sede Europea la reintroduzione del criterio territoriale per quel che riguarda le politiche di genere, quelle che introducono incentivi per favorire il lavoro femminile. Infine Sacconi ha ribadito la necessità di «riprendere a sostenere la previdenza complementare».