Sacconi: "Via i limiti sui contratti a termine"

Il ministro del Welfare sta pensando di introdurre una norma con la quale si possa derogare al limite dei
36 mesi per i contratti a termine, fissato dalla legge sul Welfare. La deroga solo dopo l'accordo tra le parti. Pronta la sperimentazione per la detassazione degli straordinari

Roma - Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, sta pensando di introdurre una norma con la quale si possa derogare al limite dei 36 mesi per i contratti a termine, fissato dalla legge sul Welfare che ha recepito il protocollo del 23 luglio. Lo ha annunciato lo stesso Sacconi durante la registrazione della puntata di "Economics", sottolineando che la deroga sarebbe prevista soltanto nei casi in cui c’è un accordo tra le parti, tra azienda e lavoratori. "Sto pensando a una norma per cui, ove le parti sociali concordano, si possa derogare a quel limite - ha spiegato - sotto l’ombrello del controllo sociale". Parlando poi della legge Biagi, Sacconi ha sottolineato che "la patologia peggiore è il lavoro sommerso" e non la buona flessibilità. E che, comunque, l’ex Governo ha sbagliato "a cancellare in parte il lavoro intermittente (staff leasing, ndr)".

Detassazione straordinari Il decreto fiscale che il governo apporverà al Consiglio dei ministri di mercoledì prossimo introdurrà, nella parte relativa alla fiscalità sul lavoro, una detassasione al 10% di straordinari e premi di produzione per un periodo sperimentale di sei mesi, sino a fine anno, su una platea di operai e impiegati. Sacconi rivela che il governo "partirà con una sperimentazione di sei mesi fra giugno e dicembre i cui termini saranno definiti nei prossimi giorni. L’obiettivo è trattare fiscalmente, in modo amichevole e non ostile, la parte variabile del salario. Oggi c’è la mannaia della fiscalità progressiva per cui non conviene fare gli straordinari se non si viene pagati in nero. Noi dobbiamo incoraggiare una nuova struttura della retribuzione", ha detto. "L’ipotesi è una tassazione del 10% secca, definitiva che non si cumula. Ci interessa sperimentare la misura su una grande platea di operati e impiegati", ha aggiunto il ministro. Sacocni ha spiegato che il governo sta ancora valutando se inserire anche i dipendenti statali nella sperimentazione ed ha preferito non quantificare il valore della misura né i redditi interessati.